Amnesty International

Sette anni di ingiusta prigionia

Amnesty International ha segnalato agli USA la sua “ urgente preoccupazione ” sul trattamento ai cinque cubani condannati per aver combattuto il terrorismo* Ai cinque cubani prigionieri da sette anni negli Stati Uniti sotto varie accuse è stato negato un processo “giusto e imparziale ”, stando alla lettera resa pubblica da Amnesty International questo mercoledì .

La lettera inviata dall'organizzazione internazionale dei diritti umani al Dipartimento di Stato USA è una forte condanna al trattamento che il Governo di quel paese riserva ai Cinque cubani e alle loro famiglie.

Amnesty accusa gli Stati Uniti di aver violato norme internazionali sui diritti umani negando ripetutamente ai parenti dei cubani prigionieri la concessione dei visti d'ingresso al Paese per fare loro visita.

“Il lungo periodo di costante rifiuto di permettere visite ai loro familiari, ha causato considerevoli pene aggiuntive a René Gonzalez e a Gerardo Hernandez rispetto alle condanne imposte... Questa misura non solo è un castigo superfluo, ma è anche contraria sia alle norme sul trattamento umano dei prigionieri che all'obbligo dei paesi di proteggere la vita familiare”.

La lettera di Susan Lee, direttrice del Programma Regionale delle Americhe di Amnesty International, critica anche il processo celebrato a Miami contro i Cinque cubani.

In ogni caso, il rifiuto delle visite familiari ai prigionieri condannati rappresenta un aumento significativo delle loro pene. Nel presente caso questo è ancor più preoccupante, dati i seri dubbi sulla giustizia e l'imparzialità con la quale sono state emesse le sentenze ”.

Nell'agosto del 2005, la Corte d'Appello dell'11º Circuito ha revocato le sentenze dei prigionieri e ha ordinato un nuovo processo. Questa decisione si è basata sul fatto che i pregiudizi perversi della comunità cubana e dei suoi agenti nel processo hanno creato una situazione che ha reso impossibile lo svolgimento di un processo giusto e imparziale.

Il direttore della Campagna di Solidarietà con Cuba, Rob Miller, ha detto: “ Quando noi abbiamo portato Olga Salanueva, moglie di René Gonzalez, e sua figlia Ivette ad Amnesty International nel dicembre del 2005, era chiaro che il caso suscitava serie preoccupazioni per quanto riguarda i diritti umani e che metteva anche in discussione il Sistema Legale degli Stati Uniti e la sua indipendenza dal Dipartimento di Stato. Questi uomini sono detenuti da 7 anni, anche se le corti degli USA hanno determinato che il primo processo è stato ingiusto. Devono essere liberati immediatamente.”

Nel maggio del 2005 il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU ha diffuso la sua opinione sul caso, secondo la quale i cubani sono stati arbitrariamente privati della libertà non essendo stato garantito loro un processo imparziale su diversi aspetti chiave ed in violazione della legalità internazionale.

Altre informazioni sui “Miami Five” si possono ottenere visitando le seguenti pagine Internet: www.cuba-solidarity.org.uk , www.freethefive.org , www.inocentes.org