L'Avana. 15 agosto 2006

Il senatore Mel Martínez è stato accusato di complicità con la ditta Bacardí

GABRIEL MOLINA

La decisione del Governo di George W. Bush, che permette alla ditta Bacardí di impossessarsi negli Stati Uniti della famosa marca di rum Havana Club, ha coinciso con le accuse ad un ex Ministro del Commercio di quella Amministrazione di aver accettato illegalmente fondi da parte di questa stessa impresa d'origine cubana, che controlla una buona parte del mercato mondiale delle bevande alcooliche.

Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW), un gruppo nordamericano di vigilanza contro la corruzione politica, ha accusato questo 7 agosto di fronte alla Commissione Federale delle Elezioni (FEC) degli Stati Uniti l'ex ministro di Bush ed attuale senatore, il cubano-americano Mel Martínez, di aver accettato illegalmente fondi per più di sessantamila dollari dalla ditta di bevande alcooliche e rum Bacardí, per sviluppare la sua campagna per il seggio del quale oggi è titolare nel Senato federale.

CREW ha aggiunto che Bacardí ha violato la Legge Federale della Campagna Elettorale ed i regolamenti della FEC, sollecitando contributi ad una lista di distributori della corporazione per la campagna per l'elezione al Senato di Martínez. La violazione consiste anche nell'aver chiesto contributi ad una lista di distributori di cibi e bevande l'11 maggio 2004, in occasione di un evento avente lo stesso fine.

Si denuncia che gli impiegati di almeno tre distributori di Bacardí, Hunton & Williams, Chesapeake Enterprises and The MWW Group, abbiano versato contributi alla campagna di Martínez per il Senato, rispondendo all'appello della ditta.

Bacardí ha già confessato alla FEC di aver infranto la legge utilizzando i fondi aziendali per pagare i costi dell'evento elettorale ed è stata multata con 750 dollari "per non aver informato a tempo sui contributi della campagna".

Crew ha segnalato che il senatore Martínez ha violato le leggi elettorali non identificando i dirigenti della Bacardí, tra i quali Eduardo Sardiña, principale dirigente della Bacardí USA e Frederyck Wilson, consigliere generale della Bacardí USA, come contribuenti con cinquemila dollari alla campagna del senatore. Ha anche chiesto al FEC che conduca un'indagine ed un'udienza sulla campagna di Martínez per il Senato durante il ciclo 2003-2004.

Melanie Sloan, direttrice esecutiva del CREW, ha segnalato che la situazione è un altro "esempio di archetipo di come interessi particolari utilizzano denaro dell'impresa per comprare influenza a Washington".

Ha aggiunto che come FEC ha recentemente multato Freddie Mac con 3,4 milioni di dollari per aver usato i fondi dell'impresa ed aver fornito agevolazioni ai candidati federali. "Viste le prove dell'apparente complicità tra Martínez e Bacardí per occultare il ruolo della ditta nella raccolta di questi fondi, la multa dovrebbe ammontare a più di centomila dollari. Crediamo fermamente nella necessità di un'investigazione ed ispezione della Commissione".

La denuncia, apparentemente per caso, è stata effettuata 24 ore prima che il quotidiano Wall Street Journal rendesse noto l'8 agosto che Bacardí stava per rilanciare la marca del rum Havana Club sul mercato statunitense.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha aperto la strada alla Bacardí negando la necessaria patente per rinnovare la proprietà della marca nel registro delle Marche e delle Patenti degli Stati Uniti all'impresa franco-cubana Havana Club International. Quest'impresa mista, formata assieme alla ditta Pernod Ricard, distribuisce la marca in tutto il mondo meno che negli USA dove, nonostante che ne abbia il diritto, si vede vietata dal 1974 la vendita dalle leggi del blocco contro Cuba. Un tribunale nordamericano concesse questo diritto a Bacardí nel 1999. Ma l'impresa cubano-francese lo recuperò per mezzo di un ricorso ad un'altra istanza federale superiore. La decisione dell'Amministrazione Bush di questo mese passa sopra alla sentenza del Tribunale.

Il senatore Martínez, assieme ai congressisti Iliana Ros Lehtinen e Mario e Lincoln Díaz Balart, anche loro cubano-americani, si è caratterizzato per rappresentare gli interessi di Bacardí di fronte al Governo.

L'Avana. 18 agosto 2006

Pernod denuncia la Bacardí
per la vendita dell'Havana Club

GABRIEL MOLINA

UNA settimana dopo che Bacardí ha iniziato a vendere il rum Havana Club in Florida, Pernod Ricard ha nuovamente presentato una denuncia per impedire alla ditta Bacardí di vendere il prodotto nei negozi degli Stati Uniti.

La denuncia, presentata martedì dalla filiale di Pernod Ricard negli USA nella Corte Federale del Distretto del Delaware, è la risposta alla manovra del Governo del presidente Bush per favorire la Bacardí, un'impresa accusata di comprare congressisti e funzionari per raggiungere i suoi fini.

"Secondo la denuncia presentata da Pernod Ricard, la Bacardí S.A. sta facendo ingannevolmente credere ai consumatori che il suo rum Havana Club non ha diritto all'uso del marchio Havana Club negli USA", secondo un'informazione del quotidiano Nuevo Herald .

"Stanno implicitamente affermando che questo è un prodotto cubano, anche se sanno che non lo è", ha detto Mark Orr, vicepresidente di Affari Nordamericani per Pernod Ricárd. "Un consumatore esperto si aspetta che Havana Club si faccia a Cuba, con zucchero cubano".

La portavoce di Bacardí, Patricia Neal, ha controbattuto al rappresentante di Pernod ed ha detto che "la compagnia ha l'intenzione di mantenere il suo marchio".

Neal si fa scudo della decisione dello screditato governo di George W. Bush, che permette alla ditta Bacardí di appropriarsi negli USA del famoso marchio del rum Havana Club. La manovra ha coinciso con le accuse ad un ex ministro di quest'amministrazione per aver accettato illegalmente fondi da questa poderosa impresa d'origine cubana.