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Bacardì

Bacardi': rum, pirateria e terrorismo.

 

Di una radio Philips tutti direbbero che è olandese…anche se fabbricata in Asia, un‘auto Ford tutti pensano che sia statunitense…anche se prodotta in Cile.

E il rhum Bacardì? C'è chi dice che viene da Portorico, chi dalle Bahamas…ma la maggior parte dei consumatori non saprebbe dire niente…tranne coloro che grazie ad una falsa campagna pubblicitaria, sono indotti a credere che sia cubano.

Se la marca è depositata alle Bahamas, il rum Bacardì non ha patria perché gli zuccheri e le melasse che servono per fabbricarlo provengono da diverse zone dei Caraibi e non solo, dove le caratteristiche di terra e clima sono diverse, abbassandone così la qualità.

La Bacardì nasce a Santiago de Cuba nel 1862 e fa una grossa fortuna ai tempi del proibizionismo grazie ai traffici illeciti con gli Usa realizzati da boss mafiosi come il “mitico” Al Capone. Negli anni successivi alla fine del proibizionismo l'azienda si sposta prima a Portorico da dove, grazie allo status di colonia, può esportare negli Usa senza dazi doganali, poi alle Bahamas.

Nel '93 acquisisce l'italiana Martini & Rossi. Fin qui la sua storia…

All'indomani della vittoria della Rivoluzione dei “ barbudos” a Cuba, con le nazionalizzazioni di banche, ferrovie ed imprese varie, per la gran parte in mano agli USA, la storia della Bacardì diventa scandalosa: organizza, finanzia e fiancheggia le azioni terroristiche ai danni del Governo Rivoluzionario di Cuba, ma non solo di Cuba.

Vediamo alcuni esempi:

Organizzazione di un secondo sbarco a Cuba da parte di Josè Pepin Bosh, presidente della Bacardì dal '57.

Complotti per assassinare Che Guevara e Fidel Castro.

Ottobre 1976 – attentato ad un aereo della Cubana de Aviacion (73 morti), autori Orlando Bosh e Luis Posada Carriles, membri della RECE, organizzazione terroristica fondata dal già citato Pepin Bosh.

Guerra sporca contro il governo Sandinista in Nicaragua.

Evasione dal carcere venezuelano del terrorista Luis Posada Carriles, rinchiuso per l'attentato all'aereo cubano: evasione costata a Bacardì e compari 28.600 dollari.

Guerra civile in Angola – la Bacardì tramite la FNCA (Fondacion Nacional Cubano Americana, che raccoglie gli ex sbirri della tirannia batistiana, latifondisti, imprenditori vari defraudati dalla Rivoluzione e alla cui testa stanno gli azionisti più importanti di Bacardì) finanzia la UNITA di Savimbi, compito assegnatogli dalla politica estera Usa.

1992 - approvazione di una legge che inasprisce il blocco economico contro Cuba. La presenta il senatore Torricelli, la cui campagna elettorale è stata finanziata dalla già citata FNCA.

1996 – seconda legge di inasprimento del blocco. Questa porta il nome dei senatori Helms e Burton. Questa legge favorisce così sfacciatamente la Bacardì che, al congresso Usa, le viene dato il nome di “Progetto di legge Bacardì”.

1997 - Campagna di attentati contro hotel e ristoranti per colpire il turismo, importante fonte di introito di valuta per Cuba. In uno di questi attentati muore un giovane italiano: Fabio Di Celmo. La FNCA ammette il suo coinvolgimento.

Posada Carriles (ancora lui, il criminale terrorista internazionale, che il nostro quotidiano “La Repubblica” teneramente definisce “esule”!), denunciato come mandante dal mercenario salvadoregno arrestato, nel giro di poche ore a L'Avana, come autore materiale, dichiara al New York Times di “dormire come un bebé” e che “l'italiano si trovava al posto sbagliato e al momento sbagliato”.

Ma la storia della Bacardì è anche costellata di frodi commerciali.

Nel 1993 la società cubana “Havana Rum and Licours” e la francese Pernod-Ricard firmano un accordo per la commercializzazione del rum “Havana Club” in Europa, che subito diventa un pericoloso concorrente della Bacardì giungendo nel '98 a toccare un milione di casse vendute.

La Bacardì comprende che il successo del rum è dovuto alla sua origine cubana al 100%, e così lancia una gigantesca campagna pubblicitaria per far credere che anche il proprio rum venga da Cuba. Enormi cartelloni invadono le strade di tutta Europa: su di essi campeggia il pipistrello, simbolo dell'azienda, e la scritta “ Casa fondata a Santiago de Cuba nel 1862”.

Ma il massimo della sfacciataggine e dell'aggressività arriva nel 1996, quando la Bacardì lancia sul mercato Usa un rum chiamato “ Havana Club ”. La Pernod-Ricard la cita in giudizio per frode, furto del marchio e inganno del consumatore, ma incredibilmente il tribunale Usa dà ragione a Bacardì, non riconoscendo a Cuba, in base alla Legge Helms-Burton, il diritto alla proprietà del marchio, pur regolarmente registrato anche negli USA.

L'Unione Europea è scesa in campo in difesa degli interessi della società francese, presentando una denuncia alla OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), che si è pronunciata in favore della società europea.

Se compri Bacardì ora sai che:

non è un rum cubano,

non sai con cosa è prodotto e da dove viene,

passi tuoi soldi a chi mette le bombe!

BOICOTTA BACARDI'!

 

Tutti i dati sono tratti dal libro: “CUBA:La guerra occulta del Ron Bacardi” di Hernando Calvo Ospina , Ed. Achab, Verona 2002

 

Il senatore Mel Martínez è stato accusato di complicità con la ditta Bacardí

 

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