Bush, rimane embargo contro Cuba
Con il regime di Fidel Castro in bilico per raggiunti limiti d'età e una risoluzione per eliminare l'embargo degli Stati Uniti verso Cuba allo studio delle Nazioni Unite la settimana prossima, George Bush fa sentire la sua voce sul futuro dell'isola comunista.
Nel più lungo discorso sul tema mai tenuto in quattro anni, il presidente americano ha invitato l'intera comunità internazionale a schierarsi a fianco del popolo cubano per costruire un futuro di libertà e democrazia: “ I dissidenti di oggi saranno i leader di domani ”, ha sottolineato Bush rivolgendosi al Dipartimento di stato, “ e quando la libertà sarà finalmente arrivata, si ricorderanno di chi li ha appoggiati e ha lottato al loro fianco ”. Obiettivo del presidente americano è preparare la strada per un nuovo corso della politica cubana, che garantisca stabilità nell'area dopo la morte del “Lider maximo”. Condizione fondamentale per ottenere benessere e progresso è comunque la rinuncia al sistema politico corrente : gli Stati Uniti non permetteranno l'instaurarsi a Cuba di “una nuova tirannia”, ha ricordato Bush.
La Casa Bianca nega che esistano particolari motivazioni dietro la scelta di tenere ora questo discorso, ma sulla mossa di Bush, oltre che le pressioni delle Nazioni Unite, possono aver pesato anche le sempre più insistenti richieste del Congresso per un deciso rinnovamento della politica americana verso Cuba.
Bush ha ribadito la necessita' di mantenere l'embargo Usa contro Cuba e di iniziative per la diffusione della democrazia nell'isola. Tra le proposte di Bush , in un discorso oggi al Dipartimento di Stato nel quale ha definito Cuba come un 'gulag tropicale', ci sono la creazione di un 'fondo per la liberta' ' per aiutare la ricostruzione del Paese in futuro e l'accesso a Internet da parte degli studenti cubani.
ansa