Cuba si prepara ad estrarre greggio nelle acque del Golfo del Messico
e gli Usa tremano.
In un periodo storico in cui il prezzo del petrolio arriva alle
stelle proprio l'oro nero potrebbe sconfiggere l'embargo con cui dal
1962 gli Usa
tentano di piegare Cuba. Già perché ormai è sicuro, il mare cubano è
pieno di petrolio e dal 2009 cominceranno le estrazioni, «in pochi
anni – sostiene Jorge Pinòn, esperto di questioni petrolifere
dell'Università di Miami – Cuba potrebbe produrre 250 mila barili di
greggio al giorno e diventare una nazione esportatrice» .
Fino ad oggi l'isola ha importato petrolio dal Venezuela che fornisce
più di 92 mila barili dei 140 mila consumati giornalmente a Cuba ad
un prezzo "politico" di 30 dollari a barile (incredibile se si pensa
che nel resto del mondo il greggio si sta rapidamente avvicinando a
quota 150).
Ma dai primi mesi del prossimo anno la spagnola Repsol-
YPF inizierà a perforare in acque profonde cubane nel Golfo del
Messico, dove si stima ci siano riserve petrolifere valutabili tra i
4.5 e i 9 miliardi di barili e circa 10 miliardi di piedi cubici di
gas. Inoltre anche altre compagnie, fra cui la cinese Sinopec, hanno
firmato accordi con la cubana Cupet per estrarre petrolio e gas nelle
acque di Cuba.
Di fronte a ciò gli Stati Uniti tremano, preoccupati di veder
diventare l'isola di Fidel una potenza energetica, con piattaforme
petrolifere a meno di 90 miglia da Key West. Ma oltre il danno la
beffa, infatti le compagnie petrolifere statunitensi vedono soffiarsi
l'affare sotto il naso visto che non potranno estrarre petrolio nelle
acque della Florida fino al 2010 in base ad una legge federale.
E allora in vista dell'"affare cubano" molte compagnie petrolifere
nordamericane stanno spingendo sul Congresso per ammorbidire
l'embargo su Cuba e consentire così alle aziende Usa di partecipare
alla corsa all'oro nero. Ma il Congresso si mostra assai diviso fra
chi ormai è convinto che la linea dura contro Castro si sia rivelata
un fallimento e abbia avuto il solo fine di precludere ad aziende Usa
la possibilità di muoversi sul mercato cubano e chi invece vuole
addirittura adoperare sanzioni economiche e legali verso compagnie o
persone che investiranno nell'industria petrolifera cubana.
Di certo è chiaro che d'ora in poi la partita fra Washington e
l'Avana si giocherà anche sul terreno delle risorse petrolifere, con
Davide che adesso sembra meno piccolo rispetto a Golia.
(8.7.08)
da www.larinascita. org
Cuba ha raggiunto il primo milione di tonnellate di petrolio nel primo trimestre
15.4 - Cuba ha raggiunto il primo milione di tonnellate di petrolio del programma di estrazione previsto per i primi mesi di quest'anno, che significa un incremento dell'efficienza in questo ramo. Il direttore di Esplorazione dell'azienda Cuba Petróleo (CUPET), Rafael Tenreyro, ha sottolineato alla televisione nazionale l'importanza di questi livelli, per l'elevato prezzo internazionale del greggio sopra i 100 dollari il barile. Ha indicato che le previsioni di produzione per tutto il paese sono state realizzate con volumi sufficienti per coprire il 50 % della domanda nazionale, lavori realizzati con moderne ed efficienti tecnologie, utilizzate anche nell'esplorazione e nella perforazione.