Il Venezuela ha assunto il controllo dei cementifici nel bel mezzo del giubilo popolare 
 
Caracas, 19 ago (Prensa Latina) Il Venezuela ha assunto il controllo dell'industria del cemento in mezzo al giubilo popolare per la nazionalizzazione che si aspetta possa dare un impulso definitivo all'eliminazione del deficit delle case nel paese. 
In un atto popolare, il ministro di Energia e Petrolio, Rafael Ramirez, ha messo in chiaro che in Venezuela il settore privato ha tutte le opportunità ma non può passare sopra agli interessi del paese. 
Nell'impianto di Pertigalete, nello stato di Anzoategui, a 300 chilometri al sud-est di Caracas, Ramirez, spiegò che è strategica la produzione di cemento e cemento armato per garantire i piani di costruzione delle case e di infrastruttura per i venezuelani. 
Ieri il vicepresidente del paese, Ramon Carrizales ha informato che si è giunti a degli accordi con le ditte Holcim e Lafarge, mediante i quali lo stato ha assunto l'85% e l'89% delle azioni, rispettivamente. Tuttavia, non hanno potuto raggiungere una sistemazione nel termine stabilito dalla legge –che è già scaduta - con Cementi Messicani (CEMEX) per cui si è proceduto all'espropriazione.  
Ramirez spiegò che questa misura risponde al termine di 60 giorni che stabilì il Decreto di Legge di Ordinazione delle Imprese Produttrici di Cemento, dopo aver svolto più di 10 riunioni con gli azionisti nella ricerca di un accordo. 
Il ministro precisò che, pertanto, si realizzeranno auditing per determinare gli utili e stabilire il vero costo dell'impresa CEMEX, –ha detto – che aveva smesso di realizzare investimenti portandola ad un gran ritardo tecnologico. 
Questa azienda aveva un passivo ambientale e fiscale molto importante e non sono stati fatti gli investimenti necessari per supplire alla domanda, ha osservato Ramirez. 
La nazionalizzazione deve appoggiare i piani di costruzione degli stabili per affrontare un deficit che diverse fonti stimano tra 1,5 e due milioni di case. 
Benché non si sia firmato ancora il decreto di espropriazione di CEMEX, tutti i suoi impianti, come quelli delle altre due imprese, sono passati sotto il controllo dello Stato, le cui autorità hanno garantito la stabilità lavorativa dei loro impiegati.