In Bolivia nazionalizzata la compagnia di Telecomdi Roberto Da Rin |
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| 3 maggio 2008 |
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Ha scelto un giorno con un palese significato simbolico, il primo maggio, Dia del Trabajo, Festa dei lavoratori anche in Bolivia. E ha effettuato l'annuncio: «La compagnia telefonica boliviana Entel sarà nazionalizzata». Il presidente Evo Morales, tre giorni prima del referendum separatistico della ricca provincia di Santa Cruz de la Sierra, ha dichiarato che gli assetti azionari saranno modificati: Entel, principale azienda di telecomunicazioni del Paese e società partecipata al 50% più un'azione da Telecom Italia tramite la Eti (Euro Telecom International), sarà nazionalizzata. La polizia ha già occupato il quartier generale del gruppo.
Il Venezuela nazionalizza l'industria del cemento
Caracas, 19 giu (Prensa Latina) Il Venezuela pubblicò il decreto di nazionalizzazione di Cemex Venezuela, Holcim Venezuela C.A e la Fabbrica Nazionale di Cementi (Gruppo Lafarge del Venezuela) e le sue imprese filiali. La misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Straordinaria, riserva allo Stato la fabbricazione di cemento e spiega che le società mercantili ed affiliate, si trasformeranno in imprese con una partecipazione statale che non può essere minore del 60% del suo capitale. Ugualmente, sono state dichiarate di utilità pubblica e di interesse sociale le attività che sviluppano le menzionate società mercantili, indicò un ufficio dell'Agenzia Bolivariana di Notizie (ABN). Lo stato venezuelano, per mezzo del Ministero della Industria di Base e Settore minerario o i suoi enti decentrati funzionalmente, sarà titolare della percentuale azionaria che corrisponda al settore pubblico nelle nuove imprese.
Correa: Le terre improduttive devono compiere una funzione sociale
Quito, 13 giu (Prensa Latina) Il Presidente della Repubblica dell'Ecuador, Rafael Correa ha manifestato che le terre improduttive devono compiere una funzione sociale, non solo per diritto bensì per obbligo, come è già stabilito dall'attuale Costituzione. Così lo segnalò durante l'intervista che gli hanno fatto Alfonso Spinosa e Tania Tinoco, giornalisti di ECUAVISA, nella quale ha affermato che la Costituzione attuale dice che la proprietà e la terra che non compiano la loro funzione sociale potranno essere espropriate, ma disse che ci sono deformazioni e diffidenze “seminate dalla stampa precisamente, come parte della campagna per il no”, per questo che spiegò che questo si regolamenterà nella Legge. “Non è solo un diritto, è un dovere della società, consegnare (le terre improduttive) a coloro che la facciano produrre. Crede che sia giusto aver speso per esempio 1.800 milioni del popolo ecuadoriano, in opere di infrastruttura nel bacino del Guayas ed esistano estensioni di terra di “parrucconi” di Guayaquil che stanno speculando con il loro valore?”, discusse il Presidente Correa, al tempo di dire che “se esistono terre improduttive, per compensazione del caso, si possono dare a coloro che le coltivano”. |