Cuba condanna a nome del NOAL le aggressioni israeliane contro Gaza
Nazioni Unite, 7 gen (Prensa Latina) L'ambasciatore cubano, Abelardo Moreno, ha affermato oggi davanti al Consiglio di Sicurezza l'energica condanna del Movimento Non Allineato (NOAL) per gli attacchi indiscriminati di Israele nella Frangia di Gaza e la sua preoccupazione per questi fatti.
Intervenendo in un dibattito sulla Situazione nel Medio Oriente, includendo la questione della Palestina, Moreno ha sottolineato la profonda delusione del NOAL per l'incapacità del Consiglio a compiere la sua responsabilità di mantenere la pace e la sicurezza internazionali. Il presidente dell'Ufficio di Coordinazione ha segnalato la condanna, in questione, all'invasione terrestre intrapresa da Israele a Gaza, in flagrante sfida alle richieste della comunità internazionale affinché cessino le attività militari.
Il massacro che stanno perpetrando ha interessato più di 570 civili palestinesi, tra loro vari bambini, ed ha creato danni fisici a oltre due mila 700 persone, come l'enorme distruzione di proprietà e dell'infrastruttura nella Frangia di Gaza.
Ha aggiunto che per il NOAL questa inaccettabile aggressione militare israeliana contro la popolazione civile palestinese a Gaza costituisce una grave violazione del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e quello relativo ai diritti umani.
“Il Movimento dei Non Allineati esige la sospensione immediata di tutte le attività militari e della violenza, e dell'applicazione del cessate il fuoco generale ed immediato”, ha osservato Moreno, che pretende che Israele metta fine a tutti i suoi attacchi militari.
La continua chiusura di tutte le frontiere, ha ricordato il diplomatico, ostacola l'accesso dell'aiuto umanitario che include alimenti e medicine, come la riduzione della somministrazione di combustibile e dell'elettricità alla Frangia di Gaza da parte di Israele.
In quanto al silenzio del Consiglio di Sicurezza di fronte alla crisi di Gaza, l'ambasciatore cubano ha insistito un'altra volta sull'appello del Movimento affinché questo organismo “agisca in maniera urgente per rispondere a questa grave situazione.”
Moreno ha insistito sul fatto che il NOAL è convinto che la soluzione di questo conflitto non è militare ed ha riaffermato il suo compromesso con una soluzione pacifica dello stesso.
Ha sottolineato il diritto del popolo palestinese ad esercitare la libera determinazione e la sovranità nel suo Stato indipendente in Palestina, sulla base delle frontiere del 1967, e con Gerusalemme Orientale come capitale.
Venezuela è al fianco della vita, risponde Chavez a Israele
Caracas, 7 gen (Prensa Latina) “Il Venezuela è al fianco della vita e del rispetto alla sovranità dei popoli”, ha risposto oggi il presidente Hugo Chavez alle dichiarazioni di Israele che hanno criticato l'espulsione dell'ambasciatore di Tel Aviv da Caracas.
“Non è una sorpresa che un'altra volta il Venezuela ha chiarito al mondo che siamo dalla parte della vita, ci teniamo al rispetto della sovranità dei popoli, della pace, della vita e della giustizia”, ha espresso il mandatario in un atto con i suoi sostenitori del progetto socialista.
Lo statista ha fatto allusione così ad un comunicato nel quale il governo israeliano discute l'opposizione del paese sud-americano all'aggressione contro il popolo palestinese.
“Il Venezuela deve scegliere da che lato sta della guerra, deve scegliere tra quelli che lottano contro il terrorismo e coloro che l'appoggiano”, ha affermato Chavez dopo aver detto che hanno ragione quando dicono che Caracas ha scelto il suo posto.
“In questo comunicato ripetono la stessa cosa che ripeteva il governo di George W. Bush quando ci siamo opposti all'invasione nordamericana dell'Afghanistan”, ha ricordato.
“Dovrebbero portarli davanti alla Corte Penale Internazionale per questi crimini di lesa umanità contro i bambini e le donne”, ha espresso il dignitario dopo mostrare immagini della stampa nella quale appaiono bambini palestinesi assassinati.
“Stiamo tentando di inviare alimenti e medicine, ma non abbiamo potuto, non lasciano entrare né i medici né la Croce Rossa Internazionale”, ha detto con dolore.
“Hanno rinchiuso i palestinesi dietro un muro ed il mondo non può fare niente”, si è dispiaciuto il capo di Stato, che ha confermato il suo appello al popolo ebreo ad opporsi alla barbarie.
Chavez ha affermato che l'ascensione al potere del presidente eletto nordamericano, Barack Obama, tra 13 giorni, ha con l'aggressione israeliana a Gaza la sua prima prova, benché –ha detto - che non nutre troppe speranze.
Scarpe contro l'ambasciata israeliana in Venezuela per solidarietà con Palestina
Caracas, 8 gen (Prensa Latina) Centinaia di venezuelani hanno lanciato le loro scarpe contro l'ambasciata dell'Israele in solidarietà col popolo palestinese che soffre l'aggressione dell'esercito israeliano con un saldo di più di 700 morti tra la popolazione civile.
In una manifestazione pacifica di fronte alla sede diplomatica, i partecipanti hanno anche gridato degli slogan contro il massacro commesso nella Frangia di Gaza ed hanno sollecitato la rottura delle relazioni commerciali ed il boicottaggio ai prodotti di questo paese.
La coordinatrice del Forum Itinerante di Partecipazione Popolare, Hindù Anderi, ha fatto un appello al Mercato Comune del Sud (MERCOSUR), alla Comunità Andina delle Nazioni (CAN) e l'Alternativa Bolivariana dei Popoli della Nostra America (ALBA) a bloccare Tel Aviv.
“Sollecitiamo che cessi l'invio di petrolio a questo governo, poiché è utilizzato per massacrare ed assassinare persone innocenti”, ha espresso la giornalista.
Il Venezuela ha espulso questo martedì l'ambasciatore israeliano e parte del personale diplomatico di questa sede in solidarietà coi palestinesi e come parte della sua vocazione pacifica.
Intanto, il Ministero degli Affari Esteri ha divulgato un documento nel quale manifesta la sua intenzione di aprire un ponte aereo per appoggiare la popolazione di Gaza, con la cooperazione di organizzazioni internazionali e popoli del Medio Oriente e latinoamericani.
Il presidente Hugo Chavez ha fatto un appello per giudicare nella Corte Penale Internazionale il primo ministro d'Israele, Ehud Olmert, ed il presidente nordamericano, George W. Bush, per la sua complicità negli attacchi.
La plenaria dell'Assemblea Nazionale del Venezuela ha condannato inoltre unanimemente l'Israele per le sue azioni contro la Frangia di Gaza, che hanno qualificato come un irrazionale massacro contro il popolo palestinese.
L'organo legislativo ha deciso di innalzare la bandiera palestinese nel suo interno.