Rafael Correa rieletto presidente dell'Ecuador
27 aprile 2009
Rafael Correa, eletto già presidente dell'Ecuador nel 2006 è stato rieletto ieri. Rispetto alle precedenti consultazioni Correa è passato al primo turno superando il 51% dei voti e sbaragliando così gli avversari
Lucio Gutierrez, ex presidente e ex colonnello di destra si è fermato al 30,4% delle preferenze, mentre l'imprenditore "re delle banane" Alvaro Noboa, l'uomo più ricco del Paese, si attesta intorno all'11%. Il presidente è stato accusato di brogli e i suoi avversari non hanno ancora riconosciuto la sua vittoria.
Correa, 46 anni, economista ed ex ministro delle Finanze, con master negli Stati Uniti e in Belgio e che si dichiara "cristiano di sinistra", aveva rimesso il suo mandato a settembre del 2008 dopo l'approvazione di una nuova Costituzione di ispirazione socialista. Il problema di Correa sarà la maggioranza che gli serve per approvare un'altra serie di misure a favore dei più deboli. Lo aveva già annunciato in campagna elettorale «non basta votare per me, ho bisogno della maggioranza parlamentare» . L'Assemblea Nacional composta da 124 seggi (63 sono la maggioranza) sarà quindi il vero scoglio da superare.
La campagna elettorale di Correa, che è riconosciuto come un ottimo comunicatore, si è giocata soprattutto in televisione e sul suo sito internet, lo slogan che campeggia in homepage è «tu decidi tra un oscuro passato e una bella rivoluzione democratica» e conclude con il saluto di Che Guevara «Hasta la victoria siempre».
In due anni, l'economista di sinistra, grazie all'impennata del prezzo del petrolio avvenuta tra il 2007 e il 2008, ha moltiplicato i programmi sociali in un paese dove il 38% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Ha tenuto testa alle compagnie petrolifere straniere esigendo vantaggi e dividendi. Per l'economia del Paese, di fatto legata al dollaro Usa, i prossimi mesi non si presentano facili. L'Ecuador risente degli effetti della crisi economica internazionale che hanno colpito tanto le rimesse degli ecuadoriani all'estero, fino a qualche mese fa pari a circa 3 miliardi di dollari l'anno e ora calate del 10-15%, quanto i prezzi delle materie prime esportate da Quito: petrolio, banane e fiori. Sarà quindi molto più difficile per Correa proseguire con la sua politica sociale.
In Ecuador i cittadini (13 milioni di persone) sono stati chiamati a votare non soltanto per l'elezione del presidente e dei deputati, ma anche per eleggere 221 sindaci, 23 prefetti e alcuni consigli provinciali e comunali. Per queste elezioni hanno votato, attraverso i consolati, anche i molti cittadini emigrati.