Fujimori condannato a 25 anni di carcere in Perù
Lima, 7 apr (Prensa Latina) L'ex presidente peruviano Alberto Fujimori è stato condannato a 25 anni di carcere per i delitti di lesa umanità o crimini di Stato, cosa che può bloccare la possibilità di un indulto o un'amnistia.
Il giudice Cesar San Martin, presidente della Sala Penale Speciale che ha giudicato l'ex governante (1990-2000), ha annunciato la sanzione, approvata all'unanimità dai suoi tre membri, dopo più di tre ore di lettura degli aspetti più importanti della voluminosa sentenza.
Il tribunale non ha applicato i 30 anni chiesti dalla procura, per considerare che 25 sono il massimo permesso per i delitti di omicidio premeditato, assassinio con perfidia e sequestro aggravato con maltrattamento crudele, dei quali Fujimori è autore intellettuale.
Ha affermato, inoltre, che tali fatti costituiscono delitti di lesa umanità, quello che, secondo l'avvocato della parte civile e prominente giurista Ronald Gamarra, esclude la possibilità di un indulto o un'amnistia, per essere proibito dalle istanze internazionali, alle quali il Perù è soggetto.
La lettura del riassunto della sentenza è stato un resoconto dei fatti comprovati che hanno costituito le basi della sentenza, benché dall'inizio stesso dell'atto il giudice San Martin ha detto che Fujimori era stato condannato ed ha lasciato solo per il finale la parte quantitativa della sanzione.
La notizia della sanzione ha reso furiosi un gruppo di seguaci di Fujimori, riuniti nelle vicinanze del quartiere poliziesco, che serve da prigione all'ex governante ed ha ospitato il giudizio iniziato nel dicembre del 2007.
I seguaci di Fujimori hanno aggredito i sindacalisti ed attivisti dei diritti umani, radunati per chiedere giustizia e che celebravano la condanna e la polizia ha represso con un ferito contuso, tra i primi.
I parenti delle 25 vittime dei due massacri, materia del giudizio, presenti nell'udienza, hanno ringraziato in ginocchio e piangendo, per aver fatto giustizia.
Il pubblico ministero supremo, Josè Pelaez, ha accettato la sentenza ed il pubblico ministero aggiunto, Avelino Guillen, emozionato, ha detto che hanno trionfato la verità e la giustizia sulla bugia e l'impunità, mentre il difensore, Cesar Nakazaki, ha annunciato che presenterà una ricorso di nullità.
L'appello di Nakazaki sarà risolto in una sala di appello della Corte Suprema di Giustizia, in un termine che può arrivare ad otto mesi ed i giuristi consultati hanno considerato virtualmente impossibile che la pena possa essere revocata ed hanno segnalato che si potrebbe dare solo una leggera riduzione.
Keiko, la figlia ed erede politica del condannato, ha sostenuto con una marcata irritazione, che la sentenza è un'espressione di odio e vendetta ed alcuni dirigenti e vicini a Fujimori hanno fatto un appello alle loro milizie, di comportamenti violenti, affinché escano a protestare per le strade, benché un'inchiesta previa ha rivelato che la grande maggioranza della popolazione reclamava la condanna.
L'avvocato Gamarra ha fatto un appello alla tranquillità ed ha messo in allerta contro eventuale tentativi di Fujimori di promuovere fatti di violenza ed attentare alla democrazia.
Keiko Fujimori ha detto anche che la condanna fortifica le sue possibilità di essere scelta come presidente nei comizi del 2011 e si è vantata di una buona posizione nelle inchieste pre-elettorali.