Il FMLN ha vinto in El Salvador

Il Fronte Farabundo Martí per la Liberazione  Nazionale (FMLN) ha vinto le elezioni presidenziali in  El Salvador con il 51,3% dei voti, secondo lo scrutinio del 90,.4%  delle schede, com'è  stato informato ufficialmente, con una tendenza che si considera irreversibile, ha reso noto ANSA.

Le strade di San Salvador si sono riempite di seguaci del FMLN per festeggiare la vittoria del candidato Mauricio Funes, di 49 anni, che assumerà il mandato il primo giugno.

Il suo rivale, Rodrigo Ávila, del partito governante Alianza Republicana Nacionalista (ARENA), ha ottenuto il 48,7%, ha detto il Tribunale Supremo Elettorale (TSE).

I simpatizzanti del FMLN hanno sventolato le bandiere rosse che identificano questo Partito fondato nel 1992, dopo la firma degli accordi di pace di Chapultepec, coni quali si pose fine alla guerra civile durata dal 1980 al 1992.

L'annuncio dei risultati è avvenuto dopo una giornata di votazioni che, secondo gli osservatori e le autorità, è trascorsa senza incidenti di sorta.

“Abbiamo visto un processo elettorale trasparente, un processo elettorale tranquillo, pacifico e di massa”, ha dichiarato il presidente del TSE, Walter Araujo, in un messaggio al paese, alla chiusura dei seggi.

Il quotidiano  La Prensa Grafica, ha assicurato che il 60% dei 4,2 milioni di elettori iscritti si è presentato a votare, cioè  il 6% in più dei votanti delle elezioni municipali e legislative del 18 gennaio scorso.   

  

“In forma umile ed emozionata voglio ringraziare tutti coloro che hanno votato per me, tutti coloro che sceglieranno il cammino del cambio”, ha dichiarato Funes, alla proclamazione della sua vittoria (SE/ Traduzione Granma Int.).

 

Mauricio Funes: la proposta per il cambiamento

(Prensa Latina) Per il suo programma di governo ed il suo carisma come comunicatore, Mauricio Funes è riuscito a seminare nei salvadoregni la fiducia in una nuova rotta del paese, se potrà ottenere la presidenza come candidato del Fronte Farabundo Martì.  Per una buona parte dei cittadini si tratta di una figura conosciuta, che ha condiviso uno spazio in ogni casa dagli schermi del televisore per anni, dove ha svolto la quasi totalità della sua vita professionale.  
Laureato in Lettere nell'Università Centroamericana Josè Simeon Cañas (UCA), diretta dalla congregazione dei gesuiti, ha iniziato la sua pratica come reporter dal canale statale 10, nel 1986.  
Nel 1987 è entrato al canale 12 della televisione aperta come reporter del telegiornale “Al Giorno”, dove si è mantenuto fino al 1991 quando ha rinunciato per fondare il Centro Audiovisivo dell'UCA.  
Questo stesso anno ha incominciato a collaborare con la catena statunitense CNN come corrispondente nel Salvador, cosa che è servita per proiettarsi anche nell'ambito internazionale.  
Funes è tornato a canale 12 nel 1992 come direttore editoriale e conduttore del programma “L'intervista al giorno”, da dove le sue acute critiche ai governi di Armando Calderon Sol, Francisco Flores ed Antonio Saca gli hanno attirato le simpatie dell'udienza.  
In questo programma, ha sottolineato puntualmente gli atti di corruzione, l'inefficacia amministrativa ed ha mantenuto un'attiva difesa della popolazione nei suoi appelli ad una migliore condizione di vita.  
Col pretesto che era diventato troppo di sinistra, la ditta –già nelle mani della multinazionale messicana TV Azteca - lo ha licenziato nel 2005.  
E' nata allora “L'Intervista con Mauricio Funes” per i canali 15 e 21 e per una rete di radio comunitarie e ben presto si è trasformato nello spazio più visto ed ascoltato in tutto il Salvador.  
Quando nel settembre del 2007 fa conoscere la sua designazione come candidato per il Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale (FMLN) era già conosciuto come un professionista obiettivo, coraggioso e conoscitore della realtà del suo paese e del mondo.  
L'11 novembre di quell'anno è stato proclamato insieme al suo compagno di formula, Salvador Sanchez Ceren, in un impressionante atto celebrato nello stadio Cuscatlan, affollato da più di 80 mila persone.  
Lì, ha proposto di costruire una società senza povertà in un sistema umanizzato, con imprese nazionali e straniere che compiano i loro obblighi fiscali e lavorativi e si impegnino a sradicare la corruzione come pratica e l'arricchimento illecito come meta.  
Il programma per un nuovo Salvador contiene un progetto per affrontare le conseguenze della crisi economica mondiale, le quali possono essere gravi in un paese senza moneta nazionale e sotto l'influenza totale del dollaro statunitense.  
Dalla proclamazione della formula presidenziale, il Fronte dirige quasi tutte le inchieste elettorali, tendenza che si mantiene a poche ore dai comizi.  
La situazione, tuttavia, è complicata, perché nell'orizzonte si alzano le nubi di una campagna sporca, piagata di bugie ed aggressioni da parte dell'Alleanza Repubblicana Nazionalista (ARENA).  
Oltre al potere del suo denaro, il partito di governo somma le risorse dello Stato, il favore dei grandi mezzi di comunicazione e la parzialità delle istituzioni.  
Per l'FMLN la grande sfida di questa domenica è ottenere una mobilitazione massiccia verso le urne per trasformare la preferenza elettorale in voti reali e raggiungere un governo che possa dare una rotta nuova ad un paese sfinito e senza uscite sotto il modello attuale.

 

Il Frente vince in Salvador, un ex guerrigliero al potere

fonte: Carta.org

Riccardo Bottazzo

[16 Marzo 2009]

Mauricio Fines ha vinto le elezioni politiche in Salvador, celebrato la storica vittoria della sinistra negli ultimi 20 anni nel paese centroamericano. Ha ottenuto il 51,2 dei voti contro il 48,7 ottenuto dall'ex capo della polizia, Rodrigo Avila, del partito Arena. Un reportage dal paese centroamericano in festa.

Tutte. Bisogna dargli atto, le hanno provate tutte pur di non far vincere Mauricio Funes, il candidato dell'Fmln, il frente Farabundo Martì di Liberazione Nazionale, il primo partito di ex guerriglieri che si propone come forza di governo. Questo paese che ha fatto del neoliberalismo più feroce la sua religione, dove la terra, le ricchezze e il governo, sin dai tempi della conquista spagnola, sono nelle mani di 14 famiglie e dove i pueblos indigeni sono stati praticamente estinti, è stato governato negli ultimi vent'anni da un partito che rappresenta la destra più reazionaria di tutto il centroamerica: l'Arena, l'Alleanza Repubblicana Nazionalista. Gli anni che hanno seguito il trattato di pace tra la guerriglia dell'Fmln e il governo, nel '92, sono stati anni di desaparecidos e omicidi politici, di svendita di tutte le ricchezze minerarie alle corporation Stelle e strisce che in cambio hanno inquinato e avvelenato intere regioni. Il narcotraffico è entrato con i suoi capitali nelle aule di governo e con la violenza nelle strade delle città [si marcia su una media di un migliaio di morti all'anno]. Eppure, quest'oggi, domenica 15 marzo del 2009, il Salvador è riuscito a voltare pagina. Ho visto, qui a Sensuntepeque, donne uscire dalle case e piangere per la gioia, gente che ballava per le strade e caroselli di auto con giovani che sventolavano le bandiere rosse del Frente. Ho visto un ex guerrigliero cui le squadre della morte hanno tagliato entrambe le due mani, reggere la sua bandiera tra i denti e non ho avuto il coraggio di fotografarlo.
Oggi la storia la scrivono loro. Con i seggi scrutinati per il 95 per cento, Mauricio Funes ha battuto il rivale «arenero», Rodrigo Avila, ottenendo il 51,3 per cento. Persino il tribunale elettorale [in teoria indipendente ma nei fatti saldamente in mano all'Arena] lo ha appena proclamato presidente del Salvador.
L'Arena le ha provate tutte pur di non consegnare il Paese a Funes e recuperare quei sei o sette punti percentuali di svantaggio che i sondaggi le assegnavano. Telegiornali a senso unico, pressioni dalla stampa che qui come in tutta l'america centrale è il passa veline della destra, che accusava in ogni pagina Funes di essere un amico di terroristi come le Farc o, addirittura Al Quaida, sino ad insinuare che, in caso di sua vittoria, gli Usa chiuderebbero il rubinetto dei fondi che gli immigrati spediscono a casa. Un quarto delle famiglie, qui in Salvador, riesce a sopravvivere solo grazie al denaro che dei figli o dei genitori che lavorano negli Stati Uniti. Ma un partito come l'Arena non si limita alle calunnie politiche. Sono passati anche ai fatti: 5 morti e 2 desaparecidos, [e parliamo solo di fatti a accertati] sono costate all'Fmln la vittoria di Funes. Vittime che si aggiungono al centinaio di omicidi politici negli anni in cui Avila, il candidato presidente arenero, era il capo della polizia.
Nel dipartimento di Cabaña, dove ho seguito le elezioni al seguito di una delegazione di osservatori internazionali, l'Arena ha messo in scena una vera e propria commedia teatrale dal titolo «Come ti tarocco l'elezione». Il sipario si apre con le pressioni e le intimidazioni agli osservatori. «Purtroppo in questo paese gli animi sono molto accesi. La polizia è poca e i comunisti senzadio tanti. Non possiamo garantire la vostra sicurezza. Vi consigliamo di andarvene e comunque state molto, ma molto attenti a quello che fate». Parole e musica del responsabile di Sensuntepeque del Tribunale Elettorale Nazionale. Che ha subito aggiunto che, per fortuna e come ultima istanza, c'è sempre la Humo pronta. La Humo è uno speciale distaccamento composto da poliziotti e volontari addestrati del dipartimento. Senza tante perifrasi: una squadra della morte. L'ultimo atto il giorno delle elezioni con gli areneri che girano per le strade vicine ai seggi con rotoli di dollari [il colon è fallito negli anni '90, ora vale solo il dollaro Usa] in mano. Un voto a Sensuntepeque costa 20 dollari. A San Salvador, dove evidentemente sono più ricchi, 50. L'Arena, lo avrete capito, problemi di denaro, così come di coscienza, non ne ha. E poi c'erano i carri bestiame provenienti dalla vicina frontiera con l'Honduras. Camion stracarichi di contadini honduregni ammassati, un «regalo» agli amici dell'Arena. La forza lavoro sfruttata diventa forza elettorale sfruttabile. «Sono dei veri e propri schiavi della terra che i fazenderos pagano soprattutto con alcol. Poveri disgraziati cui hanno tolto anche il coraggio e la dignità di scrivere ‘mierda' nella scheda elettorale» mi ha spiegato schifato un giornalista honduregno che li ha riconosciuti. Ho contato perlomeno una ventina di camion nei dintorni del «parque», la piazza centrale di Sensunte peque dove si sono svolte le elezioni. E questo è probabilmente il motivo per cu i l'Fmln, che ha vinto il tutto il resto del Paese, ha perso qui, nel dipartimento di Cabaña, in zona «frontieriza». «Ma chissenefrega – mi ha commentato alle 11 di notte un ragazzo con un enorme tamburo sottobraccio che ho trovato per le strade di una Sensuntepeque ancora in festa-. Oggi ha vinto il Frente. Oggi ha vinto il Salvador anche contro tutti i loro brogli». Con un nutrito gruppo di amici musicisti, va a piazzare il suo tamburo sotto le finestre della camera da letto del suo sindaco arenero. E cominciano a suonare quella vecchia canzone degli Inti Illimani che tutti noi ci ricordiamo.

 

Mauricio Funes ristabilirà le relazioni con Cuba

Il presidente eletto in El Salvador, Mauricio Funes, ha annunciato che ristabilirà le relazioni diplomatiche con Cuba.

“Ho detto in un discorso alla mia proclamazione come candidato alla presidenza della Repubblica che si sarebbero riprese le relazioni diplomatiche con Cuba e adesso lo farò”, ha ricordato Funes in una conferenza stampa.

“E avverrà, ha aggiunto, quando sarò eletto ufficialmente, perchè lo può fare solo un presidente costituito”.

Con il prossimo ristabilimento dei vincoli diplomatici di El Salvador e Cuba, tutte le nazioni dell'America centrale, prima spazio geopolitico subordinato  agli interessi e ai dettami degli Stati Uniti, avranno relazioni con Cuba, così come accade con Nicaragua, Panama, Honduras, Guatemala, Belice, ed ora Costa Rica.

La maggioranza dei presidenti di queste nazioni ha visitato Cuba ufficialmente  negli ultimi mesi.