Evo Morales ha promulgato una nuova legge elettorale 
 

La Paz, 14 apr (Prensa Latina) Il presidente boliviano, Evo Morales, ha promulgato oggi una legge elettorale transitoria che garantisce i comizi generali del 6 dicembre prossimo. 
La norma, inoltre, indice per quello stesso giorno una consultazione autonoma nelle regioni di Gran Chaco, La Paz, Oruro, Cochabamba e Chuquisaca, come le elezioni regionali nell'aprile del 2010. 
Il capo di Stato ha sottoscritto la norma di 76 articoli in una concentrazione di massa nella Piazza Murillo, confinante alle sedi del Governo e del Legislativo, davanti a migliaia di rappresentanti delle organizzazioni sociali che in seguito hanno iniziato un grande festeggiamento popolare.  
All'alba, il mandatario ha sospeso uno sciopero della fame che ha diretto da giovedì scorso insieme a 15 dirigenti di gruppi, dopo essere stata approvata la legge nel Congresso, alcune ore prima. 
La misura di pressione era stata appoggia da più di tre mila persone in Bolivia, Argentina e Spagna, tra gli altri paesi. 
Visibilmente emozionato, Morales ha affermato che quella del 14 aprile 2009 è un'altra data memorabile, storica, indimenticabile, grazie alla coscienza del popolo e la partecipazione dei lavoratori, i contadini, gli originari, gli studenti ed i professionisti.” 
Nel suo discorso, molte volte interrotto dalle ovazioni, Morales ha salutato le lotte del popolo con le sue marce ed altre manifestazioni per obbligare i nemici del cambiamento ad appoggiare le politiche sociali come il diritto alla terra, una pensione vitalizia per gli anziani o la legge di convocazione ad un referendum costituzionale, nell'ottobre del 2008. 
Nell'atto vari oratori, e tra loro il vice mandatario e presidente del Congresso, Alvaro Garcia, hanno precisato che dopo sei giorni di incertezza, la nuova legge elettorale sottoscritta nel parlamento, consacra il diritto al voto dei boliviani residenti all'estero. 
La norma permette anche che le comunità indigene abbiano dei rappresentanti nell'Assemblea Legislativa Plurinazionale (nome che adotterà il Congresso dopo il 2010). 
Secondo la nuova Magna Carta, il sistema transitorio che permetterà l'elezione del Presidente ed anche del Vicepresidente, contempla la strutturazione di una nuova anagrafe elettorale biometrica, fonte di superate discordie tra il governo e l'opposizione.