Corte Suprema Usa respinge richiesta revisione processo sui Cinque

OGGI E' ARRIVATA DAGLI U.S.A. UNA NOTIZIA MOLTO GRAVE E TRISTE PER COLORO CHE
HANNO SEGUITO IL CASO DEI CINQUE CUBANI, SOTTOPOSTI AD UN PROCESSO FARSA
(DENUNCIATO COME ARBITRARIO ADDIRITTURA DALL'O.N.U.) E CONDANNATI A DIVERSI
ERGASTOLI PER ESSERSI INFILTRATI NELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE CHE DA
MIAMI PREPARANO AGGRESSIONI A CUBA ORMAI DA 50 ANNI:
LA CORTE SUPREMA DEGLI STATI UNITI HA RESPINTO LA RICHIESTA DI REVISIONE DEL
PROCESSO.
I GIUDICI HANNO SEGUITO L'INDICAZIONE RICEVUTA DALL'AMMINISTRAZIONE DI
OBAMA.
ERA L'ULTIMA POSSIBILITA' PER IL SISTEMA GIUDIZIARIO STATUNITENSE DI
RIMEDIARE AL CRIMINALE ABUSO DI POTERE CHE HA GIA' PRIVATO CINQUE GIOVANI
CUBANI DI 11 ANNI DELLA LORO VITA.
CENTINAIA DI PARLAMENTARI DI DIVERSI PAESI, ORGANIZZAZIONI DI GIURISTI,
PERSONALITA' DELLA CULTURA E BEN 10 PREMI NOBEL CHE AVEVANO APPOGGIATO LA CAUSA
DEI “CINQUE” SONO STATI IGNORATI… ANCHE DALLA NOSTRA STAMPA, SEMPRE
SCRUPOLOSAMENTE IMPEGNATA A SCRUTARE CON LA LENTE D'INGRANDIMENTO LA QUANTITA'
DI  CIVILTA'-LIBERTA'-DEMOCRAZIA ESISTENTE IN ALCUNI E SOLO IN ALCUNI PAESI DEL
MONDO.

LA BATTAGLIA CHE, CON AMORE E DEDIZIONE, MIGLIAIA DI ORGANIZZAZIONI NEL MONDO
STANNO COMBATTENDO PER SALVARE LA VITA DEI CINQUE CUBANI, NON SI FERMERA':
L'INDIGNAZIONE PER LA PROTERVIA CON CUI LA “GIUSTIZIA” DEGLI U.S.A. VUOL
CONTINUARE NELL'INGIUSTIZIA PUO' SOLO AGGIUNGERE ANCORA PIU' FORZA ALLA NOSTRA
AZIONE.

CI APPELLIAMO A COLORO CHE IN QUESTI TEMPI MANTENGONO ANCORA LA CAPACITA' D'
INDIGNARSI, PERCHE' SI UNISCANO ALLA PROTESTA MONDIALE.
INSIEME, TUTTI UNITI, TIREREMO FUORI
Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando, René
DAL BUCO IN CUI I NEMICI DELL'UMANITA' LI HANNO FICCATI.

Perugia, 16 giugno 2009

 

Voci contro l'infamia

Deisy Francis Mexidor

"Non abbiamo mai posto le nostre speranze nel sistema giudiziario degli Stati Uniti, ma oggi è una giornata marcata per sempre come uno dei giorni di vergogna per la giurisprudenza degli Stati Uniti”, ha scritto via E-mail a Granma, Alicia Jrapko, quando ha conosciuto la decisione della Corte Suprema di non rivedere  il caso dei Cinque  antiterroristi cubani, prigionieri politici dell'impero dal 12 settembre del 1998.

LA  MARCIA A SAN FRANCISCO

Alicia Jrapko, residente in California e attivista per la libertà dei Cinque ha commentato che migliaia di persone di tutto il mondo condannano questa nuova infamia del governo di Barack Obama ed ha sottolineato che:

“La nostra responsabilità, di noi cittadini che viviamo negli USA ora è molto più grande e più forte e dev'essere  sempre più forte il nostro impegno per far tornare a casa Gerardo, Ramón, Fernando, Antonio e Renè”.

Precisamente a San Francisco, in California, è stata organizzata una marcia di fronte agli uffici amministrativi del governo federale e della Corte. 

I partecipanti portavano cartelli con le immagini dei Cinque e con scritte per reclamare giustizia.

È SEMPRE STATO UN CASO POLITICO

A  Miami, l'Alleanza Martiana, ha emesso una dichiarazione nella quale si dichiara che: “Dopo il rifiuto della Corte Suprema di rivedere il caso, è evidente per i milioni di persone nel mondo che conoscono i dettagli del processo contro i Cinque che questo caso non ha nulla a che vedere con la giustizia ed è sempre stato solo un caso politico.

L'Alleanza ratifica che i governi degli USA, dal trionfo della Rivoluzione cubana nel 1959, hanno attuato contro il popolo di Cuba con una politica d'aggressione permanente. 

Adesso la sola soluzione possibile, cioè la libertà immediata dei Cinque, è un ordine presidenziale, un diritto costituzionale del presidente  degli Stati Uniti”, dice ancora il testo (Frammento / Traduzione Granma int)

La “giustizia” che ha respinto l'appello dei Cinque

Per garantirsi la conferma del suo posto nella Corte Suprema, lacandidata ispanica di Barack Obama, Sonia Sotomayor, ha appena realizzato visite personali d'auto-promozione ad alcuni senatori che considerastrategici nell'ora di confermare la sua nomina.

Tra i politici cheha deciso di corteggiare c'è anche il cubano-americano ultraconservatore MelMartínez.

Il senatore Martínez è considerato il padrino a Washington del CubanLiberty Council, il gruppo che riunisce gli ex dirigente della Fondazione Nazionale Cubano Americana, tutti partitari confessi del terrorismo contro Cuba.

Sonia Sotomayor è la giudice di New York d'origine portoricana, postulata dal presidente Barack Obama per la più alta Corte del paese.

La sua visita a membri influenti del Congresso avviene  24 ore dopo che la Corte alla quale cerca di appartenere ha emesso una decisone assolutamente politica contro i Cinque cubani che hanno rischiato le proprie vite  infiltrati tra i gruppi dei terroristi tollerati del FBI.  

Si tratta della parte d'una campagna per ottenere la conferma dell'incarico, ammette un dispaccio della AP, che informa su questo “giro nel Capitolio”, realizzato da una candidata ad un posto che richiede, si suppone, una perfetta imparzialità.

“Apparentemente la Sotomayor non ha fatto passi falsi ed ha offerto una prima impressione molto positiva anche tra i senatori che non vedono di buon occhio la sua candidatura”, assicura Associated Press.

Il senatore repubblicano Judd Gregg ha paragonato la candidata al giudice  Antonin Scalia, che riscattò l'elezione di George W. Bush alla presidenza, nel 2000. Una cosa che poi, come Capo dello Stato, Bush ricompensò rapidamente.

Mel Martínez si è chiuso con  lei nel suo ufficio per una lunga conversazione  sulla quale non si sa nulla, ma si suppone che abbiano parlato degli orientamenti politici della giudice Sotomayor su Cuba, che è il tema che ossessiona il politico mafioso, che non perde un'opportunità per attaccare l'Isola.  Il senatore della Florida è uscito “raggiante” dall'incontro ed ha espresso “il suo incanto” di fronte all'aspirante giudice, aggiungendo che era “molto impressionato”. Sono usciti dall'ufficio scherzando, assicura un corrispondente di un quotidiano di Tampa.

La Sotomayor ha incontrato in privato anche il senatore  Joe Lieberman, uno dei nemici dichiarati di Cuba nel Congresso nordamericano.

L'ex Procuratore  Generale  Alberto Gonzales, nominato da  Bush, che ha assicurato a  Luis Posada Carriles la permanenza nel territorionordamericano e che è sempre stato disposto ad  attuare contro i Cinque,ha dichiarato che è disposto a sostenere nella selezione la Sotomayor come giudice. 

“Non ci sono dubbi, è molto qualificata”, ha affermato(JGA/ Traduzione Granma Int. ).