Il Vertice delle Americhe conclude senza una dichiarazione unanime

ENRIQUE TORRES

Il V Vertice delle Americhe si è concluso con una discussa e controversa dichiarazione finale, respinta da diverse nazioni dell'emisfero che l'hanno considerata insufficiente ed inaccettabile.

Il documento è stato dichiarato approvato, nonostante la mancanza d'appoggio da parte di vari paesi, tra cui quelli che integrano l'Alternativa Bolivariana per i Popoli dell'America (ALBA), i quali hanno definito il testo anacronistico e fuori luogo.

Durante la cerimonia di chiusura, il primo ministro di Trinidad e Tobago, Patrick Manning, ha spiegato che lacune del documento erano dovute al fatti che lo stesso è stato negoziato un anno e mezzo o due anni fa da tecnocrati.

In quel momento la situazione mondiale era distinta, la situazione finanziaria era molto diversa a quella d'oggi e per questo il testo non riflette, a causa del momento in cui è stato negoziato, lo scenario attuale dell'emisfero, ha riconosciuto Manning.

La dichiarazione finale, alla quale saranno aggiunti alcuni punti, si pronuncia a favore della promozione dello sviluppo del settore privato.

In tal senso fa ricorso al Fondo Monetario Internazionale (FMI), alla Banca Interamericana di Sviluppo ed altre istituzioni finanziarie regionali affinché concentrino i loro sforzi nell'attivazione dell'espansione e dello sviluppo dell'impresa privata.

L'obiettivo è raddoppiare per il 2012 i prestiti diretti alle micro, piccole e medie aziende e triplicare in numero d'imprese con accesso al credito.

Sostiene la fabbricazione e l'uso sia dei combustibili biologici attuali sia di quelli di prossima generazione, includendo i derivati dello zucchero.

Promuove, inoltre, una strategia per i biocombustibili di seconda generazione e più avanzati, in mondo che non competano direttamente con altri prodotti agricoli per l'uso della terra, dell'acqua o dei fertilizzanti.

Nonostante le lacune, il documento riconosce che continuano ad esistere profonde e persistenti disuguaglianze, specialmente nell'educazione, nei livelli di stipendi, la salute e lo stato di nutrizione, l'esposizione alla violenza ed al crimine e l'accesso ai servizi di base.

Ammette anche la persistenza di problemi di disuguaglianza d'accesso ai servizi di base di salute e d'esclusione, specialmente tra le fasce più vulnerabili, includendo donne, bambini, popoli originari ed i poveri.

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa ha affermato che il progetto di dichiarazione finale “non riflette la crisi economica che viviamo, che non è una crisi congiunturale, che è una crisi del sistema capitalistico, e le soluzioni vuole darle legittimando i responsabili della crisi, ad esempio il Fondo Monetario Internazionale”.

Correa ha dichiarato che le possibilità si stanno mettendo nelle mani dei becchini invece che in quelle dei “guaritori”, per questo ha definito il documento “light”.

“Noi abbiamo una posizione molto ferma e non credo che ci sia tempo per cambiare questo testo e come non c'è tempo non lo firmeremo, posso parlare per e per i paesi dell'ALBA”, ha detto invece Chavez.

L'ALBA è integrata da Venezuela, Nicaragua, Bolivia, Honduras, Cuba, Dominica e San Vicente e le Granadine.

I paesi dell'ALBA hanno affermato che la dichiarazione non da risposta al tema della crisi economica globale, nonostante rappresenti la sfida più grande che ha affrontato l'umanità negli ultimi decenni e la  minaccia più seria dell'epoca attuale, per il benessere dei nostri popoli.

Hanno segnalato, inoltre, che esclude ingiustamente Cuba, senza fare riferimento al consenso generale esistente nella regione per condannare il blocco statunitense all'isola e i tentativi d'isolamento, di cui il popolo ed il governo cubano sono stati incessantemente oggetto, in modo criminale. ( Traduzione Granma Int. )