Una lettera dall'Italia a proposito delle elezioni
• “A Cuba si vota, meglio che da noi”
È con immenso orgoglio che propongo uno scoop ai lettori di "Italians": nelle giornate di domenica 21 e 28 ottobre a Cuba si è votato. Ma come - direte in parecchi a questo punto - Cuba non era una feroce dittatura? E da quando in qua nelle feroci dittature si vota? Se parliamo di Cuba, lì lo si fa da una trentina d'anni. 8,3 milioni di elettori maggiori di 16 anni rinnoveranno con voto diretto e segreto i 15.236 componenti delle Assemblee municipali del potere popolare, che in base alla legge elettorale cubana staranno in carica per due anni e mezzo. In ciascuno dei 169 municipi cubani, più quello speciale dell'Isola della Gioventù, la popolazione sarà suddivisa secondo il numero di abitanti in circoscrizioni, ognuna delle quali esprimerà un delegato, il cui insieme darà vita al consiglio popolare. Vabbè, ma lì c'è un solo partito - continuerete a pensare in molti - quindi le elezioni sono finte. In effetti il partito è unico. Ma, mentre da noi ci sono tanti partiti e non c'è la possibilità di scegliere direttamente la persona da votare, a Cuba c'è un solo partito (orrore) all'interno del quale però si può scegliere chi si vuole. Sì, ma se uno non si riconosce in quel partito, non può candidarsi, obbietterete a questo punto in tanti. E perché: da noi cosa succederebbe a qualcuno che volesse candidarsi e non si riconoscesse nelle logiche capitalistiche, di mercato, di primizia della finanza sulla politica, del profitto sulla solidarietà (unico vero grande partito esistente dalle nostre parti)? Insomma, alla fine è così vero che avere molti partiti significhi più libertà di scelta? Non ne sarei tanto sicuro se è vero che «sotto sotto sono tutti uguali» (non è forse così che dicono tutti in giro?).
Mirko Fabbri, pulcetto@libero.it
Una notizia eccezionale! A Cuba il 21 e 28 Ottobre si terranno le elezioni.
A dire il vero non è una novità assoluta. Già dal 1976 si tengono regolarmente ogni due anni e mezzo. I candidati saranno scelti direttamente dal popolo! Effettivamente nemmeno questa è una novità. Il sistema elettorale cubano prevede che siano le assemblee di quartiere, di fabbrica, di organizzazione a scelgiere direttamente i candidati e ad eleggerli. Il Partito Comunista non parteciperà alle elezioni! Come è stato sempre. Il Partito Comunista Cubano non ha funzione "amministrativa" ma "ideologica". Ha il compito cioè di indicare la linea politica da seguire nell'amministrazione dello Stato in conformità dei principi del marxismo leninismo. Si possono candidare tutti! Certo, tutti i cubani che siano stati scelti dai propri compagni di lavoro, scuola, quartiere come meritevoli e che godano dei diritti politici. I bambini montano la guardia ai seggi! Da trent'anni lo fanno. Ma allora dov'è la novità? La novità non c'è. Da trent'anni il sistema elettorale cubano funziona così. Ed è il più democratico del mondo. Spero che questo messaggio sia letto da tutti coloro che pensano che democrazia sia scegliere tra Romano Berlusconi e Silvio Prodi. Pancho (per amore di giustizia)