Cuba è disposta a conversare con gli USA in completa parità
Isola Margarita, Venezuela, 4 lug (Prensa Latina) Il cancelliere cubano, Felipe Perez Roque, ha confermato questo venerdì la disposizione del suo paese a conversare con gli Stati Uniti “a parità di diritti" e senza rinunciare ai principi della Rivoluzione Cubana.
Ad una domanda di Prensa Latina sulle prospettive delle relazioni dopo le elezioni statunitensi, il ministro affermò che benché sia molto presto per anticipare un'opinione sul tema, Cuba si mantiene invariabile nella sua posizione di principio.
In realtà -precisò - non sappiamo come sarà il prossimo governo ed abbiamo ascoltato solo quello che i candidati hanno dichiarato in piena campagna elettorale, situazione che sappiamo è viziata dal denaro, dalla politica e dalla necessità di captare appoggio a qualunque prezzo.
Tra i principi invariabili di Cuba, Perez Roque ha incluso la difesa del suo diritto all'indipendenza, a costruire il suo proprio destino senza ingerenze né interferenze esterne ed assicurò che si manterrà attiva denunciando e lottando contro il bloqueo economico.
“Seguiremo a combattere perché si rispetti il nostro popolo, che cessino le campagne di bugie ed i tentativi di sovversione e di isolamento”, ha espresso Perez Roque poco prima di partire verso un Vertice della Comunità dei Caraibi (CARICOM) in Antigua e Barbuda.
“Cuba - aggregò - rimarrà contemporaneamente disposta, come abbiamo detto in altre occasioni, a conversare seriamente con le autorità degli Stati Uniti, se loro lo decidono, a parità di diritti, non come un paese subordinato o dipendente che in ginocchio chiede perdono”.
Perez Roque risaltò che il suo paese converserebbe “come una nazione indipendente che ha vissuto già 50 anni di rivoluzione vittoriosa e che si è guadagnata un posto nel mondo per la sua nobiltà e per la maniera in cui il suo popolo ha difeso il suo diritto all'indipendenza ed alla libera determinazione”.
“Cuba”, puntualizzò, “non è quella che blocca gli Stati Uniti, sono gli Stati Uniti che mantengono il bloqueo contro Cuba. Cuba non cerca di isolare gli Stati Uniti, è alla rovescia; Cuba non è colei che tenta di demonizzare e di mentire e di orchestrare campagne contro gli Stati Uniti”.
“Sono loro quelli che occupano un pezzo del nostro territorio contro la nostra volontà ed in maniera illegale; hanno organizzato nel passato invasioni, terrorismo, tentativi di assassinio, sabotaggi; sono stati loro, noi no”, puntualizzò.
Noi -appuntò - abbiamo dovuto difenderci da quegli attacchi. Siamo stati la vittima di quella politica di aggressioni che ha fallito contro l'unità del nostro popolo e la solidarietà internazionale, loro sono quelli che mantengono il bloqueo a dispetto che l'Assemblea Generale dell'ONU, praticamente in forma unanime, lo respinga.
“Se il tentativo è di cooperare, nel passato abbiamo offerto di farlo in temi nobili ed importanti, come la lotta contro le droga e contro l'emigrazione illegale”, ha espresso il cancelliere cubano.
Gli Stati Uniti, mirò, sono quelli che mantengono la Legge di Aggiustamente Cubano (che stimola l'emigrazione illegale), una legge assassina, responsabile della morte di esseri umani, loro sono quelli che manipolano il tema migratorio per utilizzarlo nelle loro campagne contro la rivoluzione.