Cuba entra nel Gruppo di Río

I ministri degli esteri riuniti a Zacatecas hanno accordato di considerare Cuba a partire da oggi, 14 novmebre, membro con pieno diritto

A Zacatecas, in Messico, si è svolta la 27ª Riunione Ministeriale del Meccanismo Permanente di Consultazione e Concertazione Politica (del Gruppo di Río), durante la quale i ministri degli esteri hanno redatto un Comunicato che stabilisce che Cuba da oggi è membro con pieno diritto dello stesso.

Il detto documento spiega che attuano convinti che l'ampliamento è un elemento centrale per il rafforzamento del Gruppo de Río, che arricchisce la sua natura diversa e plurale e afferma i suoi pronunciamenti con rinnovata autorità.

Questo significa l'inclusione naturale di Cuba in un meccanismo genuinamente latinoamericano e caraibico, senza nessuna presenza extra regionale e costituisce un altro simbolo dei cambi nel continente e del fallimento della politica nordamericana, oggi solitaria, d'isolare Cuba.

Numerosi paesi membri del Gruppo de Río avevano reiterato negli ultimi anni e in diversi eventi la loro volontà di far entrare Cuba in questo gruppo, insistendo nell'idea che l'entrata di Cuba era desiderabile e necessaria perr riparare un'assenza propria di tempi già trascorsi e completare il Gruppo di Río come entità latino americana e caraibica, nella sua proiezione includente e rappresentativa di tutta la regione.

Il Gruppo di Río è stato fondato nel dicembre del 1986, derivato dal Gruppo di Contadora e il Gruppo d'Appoggio, relazionati alla ricerca della pace in America Centrale ed ha effettuato venti Vertici, ha ampliato il numero dei suoi membri in quattro occasioni a tutti i paesi latinoamericani, con eccezione di Cuba e la maggioranza di quelli dei Caraibi. (Traduzione Granma Int.)

Dichiarazione del Governo Rivoluzionario

Il Governo della Repubblica di Cuba accoglie con soddisfazione la volontà espressa dai paesi che integrano il Gruppo di Río  di far entrare Cuba nel gruppo stesso. Cuba entra nel Gruppo in esercizio della vocazione unitaria di José Martí, quando, parlando di Nuestra América, dichiarò: “È l'ora della verifica e della marcia unita e dobbiamo andare in un gruppo stretto come l'argento alle radici delle Ande”.

I tentativi d'isolare Cuba contro la volontà dei popoli latinoamericani e dei Caraibi, sono rimasti indietro, sono di anni fa e oggi si respira nel nostro continente un nuovo ambiente in difesa degli interessi legittimi dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi, con una nuova volontà d'integrazione, per trasformarla, dal Fiume Bravo alla Patagonia, nella Patria Grande a cui aspiravano tutti nostri grandi Eroi.

Oggi tutti condividiamo il rispetto del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, e respingiamo uniti l'ingerenza nei temi interni degli Stati, condanniamo uniti l'aggressione, la minaccia, l'uso della forza, l'utilizzo di misure coercitive unilaterali con il fine d'impedire agli Stati l'esercizio del loro diritto di scegliete il proprio sistema politico, economico e sociale.

Per questo l'ampliamento del Gruppo di Río, per renderlo più rappresentativo della regione, è un passo positivo nel cammino verso una piena incorporazione a questo meccanismo delle nazioni dei Caraibi, con le quali Cuba e disposta a cooperare.

Il nostro paese esprime la sua gratitudine a tutte le nazioni che hanno promosso la sua entrata nel Gruppo.

Oggi sono più che mai vigenti le parole dette dal Comandante in Capo il 16 novembre del 1999, quando affermò: “Il mondo difficile e complesso che ci sta crollando addosso, nel quale si giocano l'integrità e la sopravvivenza dei nostri paesi, potrà essere sopportato solamente dalle schiene solidamente unite di tutti i nostri popoli”.

L'Avana - 13 novembre del 2008
(Traduzione Gioia Minuti).