Circola progetto di risoluzione contro bloqueo statunitense a Cuba

Nazioni Unite, 24 ott (Prensa Latina) Un progetto di risoluzione contro il bloqueo economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba circola oggi tra i 192 paesi membri dell'ONU, in preparazione di una nuova azione di rifiuto mondiale a questa misura. Il documento è sostenuto da una relazione annuale del segretario generale dell'ONU, Ban Ki-Moon, che raccoglie il disaccordo con questa misura espresso da più di 120 paesi ed istituzioni, un cifra record in paragone coi 98 registrati nel 2006. L'Assemblea Generale ha espresso negli ultimi 15 anni il suo appoggio a questa risoluzione che chiede dalla sua posizione la “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba”. Nella votazione registrata al termine dei dibattiti su questo tema agli inizi di novembre dell'anno scorso, il progetto di risoluzione cubana contro il bloqueo statunitense ha ricevuto l'appoggio di 183 nazioni. Gli Stati Uniti rimasero in franca minoranza col loro voto negativo, accompagnato solo da Israele, Isole Marshall e Palau, mentre la Micronesia preferì astenersi. Fonti diplomatiche cubane sperano che la risoluzione riceverà in questa occasione per 16 anni consecutivi, un altro rotondo successo e non si scarta che possa segnare una nuova cifra record di voti a favore. Fino ad oggi, il primo tentativo aperto degli Stati Uniti per tentare di svisare il senso della risoluzione cubana ebbe luogo l'anno scorso quando ottenne la collaborazione dell'Australia per introdurre un emendamento sui diritti umani sull'isola. Il progetto di modificazione è stato respinto e la risoluzione cubana promossa senza cambiamento alcuno, cosa che rappresentò un doppio fallimento per gli Stati Uniti, davanti all'Assemblea Generale. Il progetto cubano che circola tra gli Stati membri dell'ONU ricorda le dichiarazioni formulate dai Capi di Stato o di Governo relative alla necessità di eliminare l'applicazione unilaterale di misure economiche e commerciali contro un altro Stato. In questo senso, censura l'applicazione di leggi statunitensi come la Legge Helms-Burton, i cui effetti extraterritoriali colpiscono la sovranità di altri Stati.

Distruggere la Rivoluzione cubana: ossessione del presidente Bush

L'Avana, 24 ott (Prensa Latina) Il tentativo di distruggere la Rivoluzione cubana per mezzo del bloqueo economico, finanziario e commerciale ed altre misure coercitive si è convertito in un'ossessione per l'attuale presidente statunitense, George W. Bush. Stabilito ufficialmente nel 1962 e mantenuto da 10 amministrazioni nordamericane, il bloqueo economico contro l'isola persegue far arrendere per fame e malattie il popolo cubano, per sottometterlo ai propositi della Casa Bianca. Davanti al fallimento di queste misure punitive, Bush decise nel maggio del 2004 approvare un Piano, il cui obiettivo consiste nell'accelerare la distruzione dell'ordine costituzionale deciso dal popolo cubano. Solo due mesi dopo, il mandatario nordamericano ha rivisto questo Piano ed addiziona nuove misure dirette alla recrudescenza del bloqueo, qualcosa che si è ripetuto con abbastanza frequenza negli ultimi tre anni. Oggi, mentre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si appresta a votare, per la sedicesima occasione consecutiva, una risoluzione cubana per mettere fine a questo bloqueo di Washington, Bush rivelerà nuove misure contro Cuba. Le 15 votazioni anteriori hanno costituito un trionfo per la causa cubana, ogni volta che la comunità internazionale ha appoggiato questa petizione dell'isola caraibica. Se nel 1992, quando si presentò per la prima volta ha ricevuto l'appoggio di 59 nazioni, l'anno anteriore, 183 paesi -dei 192 membri delle Nazioni Unite – hanno reclamato a Washington di mettere fine al suo bloqueo contro L'Avana. In recenti dichiarazioni a Prensa Latina, il ministro cubano degli Affari Esteri, Felipe Perez Roque, segnalò che il presidente Bush ha una vera e propria ossessione verso Cuba. Lo stesso Bush, osservò Perez Roque, vede che il suo mandato finisce e non ha potuto far arrendere Cuba, non ha potuto presentare i risultati che stava aspettando da lui la mafia e l'estrema destra cubana di Miami. Il cancelliere cubano osservò che col bloqueo e con le altre pressioni, Washington ha cercato di rifiutarci il diritto di esercitare la nostra democrazia socialista, il nostro diritto come popolo indipendente. “Il prossimo 30 ottobre si vedrà nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite se la comunità internazionale appoggia il blocco che loro, gli Stati Uniti rinforzano ogni giorno o appoggia il nostro diritto ad essere un popolo libero e sovrano”, sostenne. Dopo ricordare che il governo nordamericano tentò l'anno scorso per la prima volta di cercare di inquinare la risoluzione cubana contro il bloqueo, il cancelliere emerse che l'Isola è preparata per qualunque macchinazione. Noi siamo ottimisti e sicuri della nostra capacità di sconfiggere questi piani, ha concluso.