L'Avana. 18 Dicembre 2007
La lettera di Fidel alla Tavola Rotonda Informativa
Caro Randy*:
ho ascoltato senza perdere un solo secondo la Tavola Rotonda di
giovedì 13. Le notizie sulla Conferenza di Bali, segnalate da
Rogelio Polanco, direttore di Juventud Rebelde, confermano
l'importanza degli accordi internazionali e la necessità di prenderli
seriamente in considerazione.
In quella piccola isola indonesiana si sono riuniti numerosi Capi di
Governo del detto Terzo Mondo, che lottano per lo sviluppo e
reclamano ai rappresentanti della nazioni industrializzate, anch'esse
lì presenti, un trattamento equo, risorse finanziarie e trasferimenti
di tecnologie.
Venerdì 14, ora di Cuba, quando a Bali era ormai sabato, di fronte al
tenace ostruzionismo degli Stati Uniti in seno alle 190
rappresentanze riunite, e dopo dodici giorni di negoziati, il
Segretario Generale delle Nazioni Unite ha affermato che la specie
umana potrebbe sparire come conseguenza del cambio climatico. Poi si
è recato a Timor Est.
Quella dichiarazione ha trasformato la conferenza in un putiferio.
Al dodicesimo giorno di sterili sforzi persuasivi, la rappresentante
yankee Paula Dobriansky, dopo un profondo sospiro, ha dichiarato: "Ci
uniamo al consenso." È ovvio che gli Stati Uniti hanno effettuato
una manovra per dissimulare il loro isolamento, anche se non sono
mutate in assoluto le oscure intenzioni dell'impero.
È stato un grande spettacolo: il Canada ed il Giappone hanno
reiterato la loro immediata adesione a lato degli Stati Uniti, di
fronte al resto dei paesi che chiedevano degli impegni seri sulle
emissioni dei gas che provocano il cambio climatico.
Tutto era già stato previsto in anticipo tra gli alleati della NATO
ed il potente impero che, con una manovra ingannevole ha concesso di
negoziare nel 2008, alle Hawaii, in territorio americano, un nuovo
progetto di protocollo, da presentare ed approvare nel 2009 alla
Conferenza di Copenaghen, che sostituirà il Protocollo di Kyoto, che
scade nel 2012.
Nella teatrale soluzione, all'Europa è stato riservato il ruolo di
salvatrice del mondo. Hanno parlato Brown, la Merkel ed altri leaders
europei, chiedendo la gratitudine internazionale.
Eccellente regalo di Natale e per il Nuovo Anno.
Nessuno dei panegiristi ha menzionato le decine di milioni di persone
povere che ogni anno continuano a morire di malattie e di fame per le
complesse realtà attuali, come se vivessimo nel migliore dei mondi.
Il Gruppo dei 77, che comprende 132 paesi in lotta per il loro
sviluppo, era riuscito ad ottenere il consenso necessario per
richiedere ai paesi industrializzati una riduzione per il 2020 dei
gas all'origine del cambio climatico, che fosse inferiore dal 20% al
40% ai livelli raggiunti nel 1990, e del 60%-70% per il 2050; cosa
tecnicamente possibile.
Hanno richiesto, inoltre, l'assegnazione di fondi sufficienti per il
trasferimento di tecnologie al Terzo Mondo.
Non si deve dimenticare che questi gas producono onde di calore, la
desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l'aumento del
livello dei mari che potrebbero sommergere interi paesi o gran parte
di essi.
Le nazioni industrializzate condividono con gli Stati Uniti l'idea di
trasformare gli alimenti in combustibili per le auto di lusso e altri
sprechi delle società consumistiche.
Ciò che affermo ha avuto la sua conferma quando, lo stesso sabato 15
dicembre, alle ore 10.06, ora di Washington, è stato reso noto che il
Presidente degli Stati Uniti aveva richiesto al Senato, ricevendone
l'approvazione, 696 miliardi di dollari per il bilancio militare
della finanziaria del 2008, di cui 189 miliardi sono destinati alle
guerre in Iraq e in Afghanistan.
Ho provato un sano orgoglio ricordando la forma degna e serena con
cui risposi all'irritante proposta che mi fece nel 1998 l'allora
primo ministro canadese Jean Chrétien. Non nutro illusioni.
La mia più profonda convinzione è che le risposte agli attuali
problemi della società cubana, che in percentuale raggiunge quasi il
livello d'istruzione medio superiore, con circa un milione di
laureati e la reale possibilità di studiare per i suoi cittadini
senza alcuna discriminazione, necessita per ogni problema concreto
molte più varianti di quelle contenute in una scacchiera. Non si può
ignorare nemmeno un dettaglio e non si tratta di un percorso facile,
se in una società rivoluzionaria l'intelligenza dell'essere umano
deve prevalere sugli istinti.
Il mio dovere elementare non è aggrapparmi agli incarichi, né tanto
meno sbarrare il passo a persone più giovani, ma apportare esperienze
ed idee, il cui modesto valore proviene dall'epoca eccezionale nella
quale mi è toccato vivere.
Penso, come Niemeyer, che si debba essere coerenti fino alla fine.
Fidel Castro
Ti prego d'includere questa lettera nella Mesa Redonda annunciata
oggi su Bali.
F.C.
(Fonte: Granma Inernacional in italiano. Traduzione Gioia Minuti).
* Randy: conduttore della Mesa Redonda
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