Spiegazioni ad un bambino curioso

Santo Domingo, 25 ott (Prensa Latina) Se qualcuno vuole mettere a prova il suo dominio su un tema, deve solo tentare di spiegarlo ad un bambino. Mi toccò questa esperienza in questi giorni, quando, mentre noi adulti conversavamo, il mio piccolo nipotino interruppe per domandare: -Nonno: chi sono quei Cinque che menzioni tanto? Lo guardai di traverso e trovai un viso che non batteva ciglio. Tranquillamente, aspettava una risposta. -Bhè... quelli sono Cinque signori cubani che stanno in carcere negli Stati Uniti e.... prima che potessi completare la frase, la fabbrica dei “perché?” iniziò la sua produzione. -E perché sono stati incarcerati? -Sono in carcere perché verificarono chi erano le persone che dagli Stati Uniti ordinavano di mettere le bombe e di ammazzare gente in Cuba. -E perché i poliziotti americani non mettono in prigione quelli che ordinavano di mettere le bombe a Cuba? Se ammazzano gente è perché sono cattivi ed i cattivi sono quelli che la polizia americana deve mettere in carcere. -Realmente io non so perché sono i buoni quelli che sono in carcere e non i cattivi. La cosa certa è che a volte il governo di Cuba ha informato il governo americano sulle attività dei “cattivi” negli Stati Uniti per tentare di ostacolare che facciano più male. E poche volte gli hanno fatto caso. Gli occhi di mio nipote seguivano senza battere ciglio, ma le labbra strette mi indicavano che voleva continuare a domandare appena tacevo. -Guarda, prima che tu nascessi, c'era negli Stati Uniti un presidente chiamato Ronald Reagan. Alcuni cattivi cercavano di ammazzarlo quando arrivasse in un posto che si chiama la Carolina del Nord. I cubani buoni informarono i poliziotti americani, che poterono catturare i cattivi. In questo momento si dimenticarono di dire grazie a quelli che avevano salvato la vita al Presidente degli Stati Uniti. C'è un altro caso. A Cuba hanno pubblicato con lusso di dettagli coloro che parteciparono all'assassinio di un altro presidente degli Stati Uniti, che si chiamava John Kennedy. -E perché i cubani che stanno in Cuba possono sapere cose degli Stati Uniti che i poliziotti americani non sanno? -Bhè, chissà che alcuni di quei poliziotti americani sanno quello che è successo in realtà, ma a loro non interessa investigare loro stessi. Guarda un esempio: c'è un tipo molto cattivo, uno che ha messo bombe negli aeroplani cubani e ha ammazzato molta gente. Tutto il mondo sa quanto è cattivo e sanno anche che ha lavorato sempre per il governo degli Stati Uniti. Però, questo tipo non sta in carcere, ma è tranquillo, per le strade di questo paese, senza che nessuno lo disturbi. -Nonno, questo non può essere così. Perché un uomo che mette bombe non sta in carcere ed i Cinque che tentavano di evitare che mettessero bombe sì, stanno in carcere? -Ah! Qui è il problema! Risulta che è il governo degli Stati Uniti, quello che ha permesso che i cattivi mettano bombe ed ammazzino gente. Devono avere paura che, se li mettono in carcere, raccontino a tutto il mondo chi li pagò per fare quelle brutte azioni. -Questo non è giusto. La maestra ci ha detto a scuola che i cattivi devono essere puniti e che i buoni devono essere premiati. Silenzio nella sala e la piccola voce risuonò dicendo: -Ma tu non mi hai detto ancora fino a quando staranno in carcere quelli che hanno scoperto i cattivi che mettevano le bombe. -Bhè, bambino mio, è difficile che sotto un governo come quello di Bush si liberino i Cinque. La giustizia degli Stati Uniti ha violato tutte le sue norme pur di mantenere in prigione a questi signori. Non hanno neanche permesso loro le visite nel carcere ad alcuni dei loro famigliari. Arriva fino a questo punto l'accanimento con cui proteggono i criminali. Orbene, bambino mio, ora la cosa importante è che non ci stanchiamo di denunciare questo abuso di sanzionare innocenti mentre si proteggono i criminali. Per questo motivo è che parliamo costantemente dei Cinque: affinché non ci tradisca la memoria né dimentichiamo che le ingiustizie non possono essere permesse, a nessuno, per poderoso che sia.

Ig/ Hamlet Hemann-preso da Hoy, Repubblica Dominicana