L' incredibile Omero CIAi su "La Repubblica" tira il sasso e nasconde la mano

Di Gennaro Carotenuto

La Repubblica titola oggi in prima pagina: "così Rifondazione aiutò i
rapitori della Betancourt". La firma del super-scoop, perché se fosse
vero di quello si tratterebbe, è quella di Omero Ciai. Gli attenti
lettori di La Repubblica veramente da Omero si attendevano altro…
sapere com'era finita una storia cubana che fino a ieri ad Omero
stava molto a cuore ed oggi sembra non servire più. Com'è finita
Omero non lo racconta, e allora lo facciamo noi, abbiate la pazienza
di leggerci.

Oibò dunque, "Rifondazione aiutò i rapitori" in italiano vuol dire
che Rifondazione Comunista è stata complice del sequestro di Ingrid
Betancourt. Vuol dire che Gennaro Migliore le portava da mangiare
(qualcosa mi dice che la mamma di Migliore cucina bene). Vuol dire
che Nichi Vendola e Giovanni Russo Spena facessero i turni come
carcerieri e che Fausto Bertinotti fosse il grande vecchio che
decideva della vita e della morte di Ingrid.

Leggi il pezzo e non c'è nulla di tutto questo. Nell'articolone al
quale è dedicata tutta la pagina 15 del quotidiano c'è poco o nulla
ma soprattutto non c'è una parola sul fatto che Rifondazione aiutò i
rapitori di Ingrid Betancourt. E quindi siamo di fronte all'ennesima
bufala, l'ennesima invenzione diffamatoria di Omero Ciai e se fate
una ricerchina su questo sito in chiave Omero ne trovate almeno un
paio di dozzine. Ci sarebbero degli email con alcune considerazioni
politiche e nei quali al massimo si evince che Rifondazione avrebbe
pagato cure mediche a un rappresentante delle FARC. Sarà vero? Sarà
falso. Per Omero è tutto vero senza verifica alcuna e prendendo
ancora una volta per buono il computer delle meraviglie che da marzo
in qua ha sputato ad orologeria centinaia di informazioni
dimostrabilmente false su chiunque fosse nemico del presidente
colombiano Álvaro Uribe.

Due cose vanno dette: in primo luogo quella di pensare che le FARC
(un'organizzazione nel bene e nel male con mezzo secolo di storia e
di relazioni dall'ONU alla UE ai parlamenti di mezzo mondo) siano
circondate da un cordone sanitario e chi parla con le FARC sia
automaticamente infetto è una logica pienamente interna alla guerra
al terrorismo voluta da George Bush e della quale evidentemente Ciai
è completamente addentro. Null'altro c'è nell'articolo della
pubblicazione del quale sfugge la logica a meno di non ricordare la
straordinaria figuraccia già fatta da Omero su questo stesso caso,
quando fece finta di non riconoscere un conosciutissimo parlamentare
come Ramon Mantovani perché altrimenti non avrebbe avuto nulla da
scrivere.

In secondo luogo va detto che la circospezione, la prudenza e la
presunzione d'innocenza che valgono per alcuni potenti, non vale mai
per chi non ti può fare favori e non può metterti a libro paga. Delle
FARC o di Rifondazione Comunista, o di Cuba o del Venezuela o della
Bolivia si può dire qualunque cosa, vera o falsa, in genere falsa,
diffamare, calunniare e passare veline in nome e per conto di
qualcuno.

Ma il caso Rifondazione- FARC non basta, andiamo con ordine perché
Omero sembra essere in un periodo di grande creatività.

Appena tre giorni fa infatti, sempre Omero Ciai, aveva provato a
creare dal nulla o quasi un altro martire anticastrista: tale Gorki
Aguila. E' il capo di un gruppo rock amatoriale, coinvolto in passato
in una brutta storia di droga con una ragazza morta di overdose. Non
varrebbe la pena di parlare di lui se non perché il gruppo di Aguila,
dall'improbabile nome di "Porno para Ricardo", è contrarissimo alla
rivoluzione cubana, con testi particolarmente duri.

Sarà per quello o sarà perché effettivamente i "Porno" rompono le
scatole ai vicini facendo le prove a tutto volume, che è l'accusa, ma
insomma alla fine Gorki è stato arrestato e Omero si è fiondato a
scrivere un gran articolo in sua difesa. Ovviamente il problema è la
libertà d'espressione e le libertà civili a Cuba. E' un problema
serissimo, a patto di essere in buona fede. Omero non lo è e qui ne
abbiamo l'ennesima dimostrazione.

Ieri infatti Gorki è stato liberato, perchè il giudice (cubanissimo e
trinariciuto) ha ritenuto che non basta rompere tutta la notte le
scatole al vicinato e scrivere testi contro Fidel e la Rivoluzione
per andare in galera. Per andare in galera come "dissidente" a Cuba,
e questa è l'ennesima dimostrazione, non basta essere contrari alla
Rivoluzione, ma bisogna prendere soldi dal nemico ed essere in
intelligenza con questo, cosa che evidentemente il roquero (che
lavora regolarmente come grafico all'ICAIC) non ha fatto.

Dopo l'udienza sia Gorki che gli altri ragazzi del gruppo hanno
rilasciato in tutta tranquillità dichiarazioni molto dure alla stampa
internazionale, che vari media hanno pubblicato. Voi credete che
Omero l'abbia raccontato ai lettori di Repubblica? Assolutamente no.
Ha bucato completamente l'assoluzione riciclando la non notizia di
Rifondazione. Per i lettori di Repubblica Gorki Aguila deve rimanere
in galera, altrimenti che totalitarismo è quello cubano?

Insomma Omero Ciai e La Repubblica, ancora attendiamo scuse ai
lettori per il clamoroso e vergognoso caso delle false interviste
firmate Jordi Valle, cambiano discorso e lasciano il martire Gorki
Aguila al suo triste destino di non-martire.

Dopo aver già fatto una figura immonda appena qualche settimana fa
con il caso dei rapporti Rifondazione- FARC, al povero Omero tocca
riprovarci (ma lo fa di suo o ce lo mandano?): "Rifondazione aiutò i
rapitori della Betancourt". Omero, ma non ti vergogni?