Ma Miami è tutta anticastrista? Lettera dalla Piccola Cuba

Ricevo e pubblico da Adriana Vega, presidente dell'Associazione culturale Josè Martì in Argentina. E' una lettera a lei inviata da una cubana residente a Miami.

 

Gentile Signora,

nell'anno 1981 i miei genitori mi portarono da Cuba a Miami. Voglio che sappiate che molte persone sono contente che la salute di Fidel stia migliorando.

Considero che tra i meriti della Rivoluzione Cubana, e già sono 50 anni, c'è il fatto che lo stato nordamericano della Florida si sia andato lentamente convertendo in ispanico. Dal 1959, poco a poco e per diverse cause che non sono il motivo per cui scrivo questa lettera, i cubani lo hanno occupato, qualcuno come formiche laboriose ed altri come parassiti infernali che cercano di divorare tutto.

Oggi la Florida è più cubana che nordamericana e Miami sembra una estenzione dell'Avana. Addirittura la chiamiamo Piccola Avana.

La maggiorparte dei suoi professori universitari sono stati formati nelle Università Cubane. I musicisti più importanti, i cantanti, le emittenti, i giornalisti, sono arrivati da Cuba o sono figli di cubani. Quando si applaude uno spettacolo lo si sta facendo alla Rivoluzione Cubana, perché la loro formazione è stata ricevuta nell'Isola.

Vari sondaggi rivelano inoltre che i cubani arrivati dopo il 1980 in Florida hanno maggior cultura, migliore salute, dentatura completa e apprendono molto più rapidamente che gli immigrati che provengono dagli altri paesi del continente. Però non ci sono solo i meriti perché i funzionari di dogana, i poliziotti, i commercianti, i narcotrafficanti, le bande del crimine organizzato, i trafficanti di persone, i terroristi, i ladri di auto e motoscafi veloci, con la complicità delle autorità nordamericane, sono cubani o di origine cubana. Hanno spodestato la mafia italiana e questo è un gran merito negli ambienti malavitosi, anche se per noi lavoratori procura solo vergogna.

Riconosco che la mafia cubana di Miami ha rubato ai residenti dell'Isola marche di bibite, sigari, dolci, nomi di strade, hotel, ristoranti, parchi fino ad arrivare alla proposta di formare un corpo di ballo con figure che hanno studiato a Cuba. Anche la direttrice di questo progetto è cubana.

In alcune fabbriche mettono cartelli dove dicono che è proibito parlare in inglese e trattano con disprezzo quelli che lo parlano.

Siamo una mescola di tutto e niente e nessuno si può spiegare come in una comunità che si presenta come anticastrista, per l'ottantsimo compleanno del Presidente di Cuba si pagò un aereo per sorvolare la città con un enorme striscione con la scritta “Felice Compleanno Fidel”.

Nei ristoranti di lusso comparirono messaggi di auguri e da un edificio molto alto furono gettati dalle finestre migliaia di volantini per complimentarsi col governate cubano.

Ho letto un libro di mio padre dove si dice che nel 1852 un magistrato chiamato J.C. Larue, dichiarò che Cuba doveva essere americanizzata affermando che: “La Provvidenza ha forgiato un destino per questo paese. Non dovrà esserci che un solo idioma, e leggi ed istituzioni omogenee. Cuba, per decreto della Provvidenza, appartiene agli Stati Uniti e deve essere americanizzata”.

In realzione a questa americanizzazione un editoriale del giornale El Delta di New Orleans che è riportato nello stesso libro dice:”La sua lingua sarà la prima cosa a scomparire perché la lingua bastarda latina non potrà resistere che per poco tempo al potere competitivo del robusto e forte inglese…”. Si doveva mettere il destino di Cuba in mani più forti di quelle spagnole, qualificati come degeneranti. Adesso sembra che alcuni degenerati sono diventati amici. Sarà per continuare a colonizzare? Tutto questo, ovunque uno viva, mi sembra mi sembra veramente ingiusto.

Se la Rivoluzione Cubana non avesse trionfato cinquanta anni fà, forse i nordamericani potevano raggiungere questi obiettivi, ma Fidel ed il suo popolo glielo impedirono e involontariamente, conquistarono in nome della nostra bella lingua lo stato della Florida ed in particolare la città di Miami. In più ci hanno regalato l'orgoglio di sentirci e di essere cubani.

Forse quando moriranno gli ultimi batistiani restii ed i mafiosi terroristi, lo stato intero potrebbe convertirsi in una estenzione di Cuba.

Ho seguito con attenzione la sua campagna di raccolta firme a favore del nostro paese, questo è il motivo della mia lettera e la presentazione della mia idea nella quale spero mi possiate appoggiare:

Sono convinta del merito e del supporto attuato da Fidel verso tutti gli analfabeti dell'oggi agitata America Latina. Propongo per questo al progetto e metodo di alfabetizzazione “Si io posso”, la sua pregiata oratoria, il suo esempio di insegnamento verso i popoli di lingua ispana del mondo, il valore dei suoi libri scritti nella nostra lingua, i pensieri umanisti che sono lì espressi.

Nella mia modesta maniera di pensare, credo che per tutte le sue opere Fidel Castro Ruz meriti il premio Cervantes.

Chiedo a tutti gli amici di Cuba che mi appoggino in questo desiderio e per questo motivo le scrivo.

Non mi resta che augurarvi un Felice 2008, per voi e per tutti i cubani degni e patrioti in qualsiasi parte del mondo essi si trovino. Gli auguri sono estesi anche a tutti gli amici di Cuba sparsi per il pianeta.

Le chiedo caldamente che non venga rivelata la mia identità, perché sono sicura che potrei subire rappresaglie, che potrei perdere il lavoro e anche la vita, e che la libertà e la democrazia qui sono una grande bugia. In Iraq non solo stanno morendo molti americani ma anche tanti latini oltre ad una grande quantità di persone innocenti, ed il tutto in nome dell'avidità di poche persone.

I miei rispetti ed una infinita gratitudine

Una Amica da Miami