Messaggio del nuovo anno del presidente dell'Ecuador

Quito, 2 gen (Prensa Latina)

Pubblichiamo il messaggio d'augurio per il nuovo anno, il 2008, del presidente dell'Ecuador Rafael Correa, dato a conoscere nella festa del partito che il mandatario dirige, Alianza Pais: “Il 2007, anno tremendamente duro, ma anche tremendamente felice. Quando il 15 gennaio ho giurato davanti a Dio e davanti alla Patria, di compiere il mandato che ci hanno dato quel 26 novembre 2006. Un mandato di un cambiamento profondo, rapido, radicale, di fronte ad una Patria che si stava distruggendo per la mancanza di giustizia, la corruzione, la politica, l'assenza di un progetto nazionale. Il 15 aprile 2007, il popolo ecuadoriano ha detto sì con maggioranza all'Assemblea Nazionale Costituente con pieni poteri per cambiare la Patria. Il 30 settembre 2007, si è consolidato un progetto davvero nazionale, tanto necessario per questo paese che ha vinto in 21 delle 22 province e tra gli emigranti, con più del 70% della votazione nazionale. Stiamo avanzando molto rapidamente, ma manca ancora molto da fare. Dalle cose più semplici: ridurre lo stipendio del Presidente, un stipendio insultante per la realtà ecuadoriana; ottenere per la prima volta nella storia equità di genere nel Gabinetto Ministeriale. Fino alle cose più profonde come: incominciare a riscattare l'educazione pubblica, la nostra salute, l'inclusione economica e sociale, il credito massiccio per le micro-imprese, per i piccoli agricoltori, il trattamento all'infanzia e dell'adolescenza dove siamo un esempio a livello dell'America Latina. Nell'economia: recuperare una produzione petrolifera che era in passivo, abbiamo avuto per molto tempo il migliore anno agricolo, la disoccupazione ha smesso di aumentare ed è in una ripida caduta. La lotta contro la corruzione, dopo molte decadi, abbiamo un Governo che viene accusato di tutto, da un'irrazionale opposizione, ma non si può dire che sia disonesto, e con la Legge di Equità Tributaria, avremo un poderoso strumento per lottare contro la corruzione nell'evasione delle imposte. La presenza dell'Ecuador nel concerto internazionale, recuperiamo la nostra identità, la nostra dignità, la nostra sovranità. Si è fatto molto, ma ancora manca moltissimo. E la mala fede, che per ogni scuola ricostruita, potrà trovarne molte altre ancora deteriorate; per ogni ecuadoriano che trovò impiego, potrà trovare ancora moltissimi che si trovano senza impiego, ma avanziamo e riusciremo insieme a tirare fuori il paese dalla miseria, faremo scomparire la povertà, cancelleremo completamente l'ingiustizia. Speriamo che il 2008 sia un anno di grandi cose concrete, di un governo consolidato, che col nostro stesso presupposto possa incominciare molte delle tanto necessarie centrali idroelettriche che richiede il paese e che non erano neanche state progettate; la raffineria; continuare con la ricostruzione stradale, coi mega-ponti di Esmeraldas, di Baia, del fiume Babahoyo, del fiume Napo nella provincia di Orellana. Il 2008 sarà un grande anno. Avanzerà la Rivoluzione Cittadina, avanzerà il paese. Compatrioti, dicono nella cara provincia di Esmeraldas che i ragazzi viziati lanciano le pietre solo all'albero carico di frutti. Voi siete stati testimoni di quanti ostacoli ci hanno messo, di quante prese di posizione contrarie, di quanta diffamazione abbiamo sofferto. Che non ci rubino perfino la speranza. Se continuiamo uniti, quell'albero avrà profonde radici che gli permetterà di continuare a dare frutti per la patria, per il futuro, per i nostri figli. Alla fine, la cosa più importante, a tutte le famiglie ecuadoriane, che il 2008 possano trovare quella pace, quella dignità, quella fraternità che tutti meritano. Che si facciano realtà questi piccoli sogni, questi sogni di case, di impiego, di un salario degno. Con il Governo del popolo lavoreremo insieme per ottenerlo. Ai nostri emigranti, alle madri nubili, agli anziani abbandonati, ai bambini abbandonati, ai gruppi più vulnerabili, il desiderio, il compromesso di una società molto più solidale.

Felice 2008, con infinito amore”.

Ig/preso da www.presidencia.gov.ec