A LIMA COMINCIA IL VERTICE DEI VELENI TRA EUROPA E AMERICA LATINA

Gennaro Carotenuto
(16 maggio 2008)

Con una pomposa agenda, che presume che un trattato di libero mercato tra Unione Europea e America latina possa risolvere i problemi del cambiamento climatico e della povertà nel mondo, comincia in Perù il vertice tra Europa e America latina al quale partecipano quasi 60 paesi. In realtà è l'occasione per isolare i governi integrazionisti latinoamericani a partire da quello di Hugo Chávez.
Ha cominciato la tedesca Angela Merkel. Conoscendo poco o nulla della realtà latinoamericana, e prima ancora di arrivare, si è preoccupata di inviare la sua lezioncina a un continente intero contro i governi integrazionisti: “Hugo Chávez (e con lui i governi di sinistra) è pericoloso e non vi rappresenta. Dovete continuare a puntare sul neoliberismo e tenere aperti i vostri mercati al nostro comodo”. Ha continuato il direttore dell'Interpol Ronald Noble che ha difeso il “vaso di Pandora del XXI secolo”, ovvero il computer del portavoce delle FARC Raúl Reyes, ucciso il primo marzo scorso alla frontiera ecuadoriana con la Colombia, e che continua ad orologeria contro i presidenti di Ecuador, Bolivia e Venezuela. Poi l'Interpol stessa ha smentito il proprio direttore (il computer è stato trattato senza rispettare alcun criterio tecnico che ne garantisse la sicurezza dei dati) ma intanto un altro po' di veleno era stato sparso in un vertice che è anche il primo faccia a faccia tra i governi integrazionisti latinoamericani e il primo ministro spagnolo José Luís Rodríguez Zapatero.
L'ultima volta, in novembre a Santiago del Cile, ben sei capi di stato avevano messo sotto accusa l'azione del governo spagnolo e delle multinazionali iberiche in America latina. Ciò aveva provocato la sguaiata reazione del Re di Spagna, Juan Carlos di Borbone, che, non accettando critiche, aveva prima zittito un presidente democraticamente eletto, Hugo Chávez, e poi abbandonato un'aula dov'era in franca minoranza per poi beneficiare di una manipolazione mediatica mondiale che lo presentava come vittima ( qui un articolo sul caso e qui il video non manipolato).
Insomma a Lima, dove anfitrione è Alan García, un ligio esecutore di politiche neoliberali, ve n'è abbastanza per una nuova imboscata, che ovviamente sarà presentata dai media mainstream mondiali come una nuova puntata della telenovela sull'irresponsabilità dei governi integrazionisti latinoamericani. Tanto è vero che ben più interessante di quello che accade nel vertice ufficiale è il forum alternativo dei movimenti sociali, indigeni e contadini, il vertice dei popoli di Enlazando Alternativas

fonte www.gennarocarotenuto.it